Auto

La versione più potente della Mercedes Classe A si chiamava A38 AMG e aveva due motori, la conoscono in pochi

a38 amg storia e caratteristiche
Mercedes Classe A, la versione più potente che in pochi ricordano (www.motori.leonardo.it - Mercedes-Benz)

Tutti gli appassinati di auto conoscono la Mercedes Classe A, ma forse non chiunque ha idea di quale sia la sua versione più potente.

La prima Mercedes Classe A, introdotta nel 1997 con il codice W168, nasceva come una vettura pensata per un utilizzo quotidiano, con una forte impronta pratica e una struttura compatta. L’obiettivo era offrire un’auto funzionale, destinata a un pubblico maturo, lontana da qualsiasi ambizione sportiva. 

La gamma motori rifletteva pienamente questa impostazione. Anche la versione più potente, la A 210, si manteneva su livelli contenuti rispetto agli standard prestazionali, confermando la natura utilitaria e razionale del progetto iniziale. 

L’assenza di sportività e l’improvvisa evoluzione: nasce l’A38 AMG

Per diversi anni, la Classe A non ha previsto versioni sviluppate da Mercedes-AMG. Anche con l’arrivo della seconda generazione W169 nel 2005, la proposta si è limitata a varianti più brillanti, ma senza un vero orientamento verso le alte prestazioni. 

a38 amg storia e caratteristiche

A38 AMG, unasuper auto nascosta da utilitaria (www.motori.leonardo.it – X Obscure Supercars)

La svolta arriva solo nel 2012 con la generazione W176, quando il modello cambia impostazione e si avvicina al segmento delle compatte sportive. È in questo passaggio che la Classe A inizia a sviluppare una nuova identità, culminata con l’introduzione delle versioni AMG ad alte prestazioni. 

Prima di questa trasformazione ufficiale, esiste però un capitolo meno noto nella storia del modello. La Mercedes A38 AMG rappresenta un esperimento tecnico che rompe completamente con la filosofia originaria della vettura. 

Il progetto, sviluppato tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila, nasce in un contesto legato anche alle attività promozionali della casa, in cui erano coinvolti piloti come Mika Häkkinen e David Coulthard. L’idea alla base era quella di creare una versione radicale della Classe A, capace di dimostrare le potenzialità tecniche del modello. 

Due motori, una configurazione unica e derivazione AMG

La caratteristica più distintiva della A38 AMG è la presenza di due motori. Il veicolo era equipaggiato con due unità a quattro cilindri da 1,9 litri, posizionate rispettivamente all’anteriore e al posteriore. Una soluzione rara, pensata per ottenere una trazione integrale di tipo meccanico e incrementare sensibilmente le prestazioni. 

La potenza combinata raggiungeva i 250 cavalli, con una coppia di 360 Nm. I due motori erano gestiti attraverso un cambio manuale a cinque marce, permettendo alla vettura di accelerare da 0 a 100 km/h in meno di sei secondi, un valore lontano dagli standard della Classe A dell’epoca. 

Oltre alla configurazione dei motori, il progetto prevedeva modifiche strutturali significative. La A38 AMG era dotata di sospensioni ribassate, freni derivati dalla E55 AMG e cerchi da 18 pollici, elementi che contribuivano a ridefinire completamente il comportamento su strada. 

Il peso contenuto, pari a circa 1.330 kg, permetteva di sfruttare al meglio la configurazione tecnica, rendendo la vettura una delle interpretazioni più estreme mai realizzate su base Classe A. 

L’eccezione alla regola: la ‘bestia’ nascosta dietro l’utilitaria

La A38 AMG non è mai entrata in produzione. Sono stati realizzati soltanto quattro esemplari, destinati in parte ai piloti coinvolti nel progetto e in parte conservati come testimonianza tecnica. Uno di questi è oggi esposto presso il museo Mercedes di Stoccarda, mentre degli altri si conoscono poche informazioni. 

Questa limitazione ne fa un modello di riferimento più sul piano ingegneristico che commerciale. La A38 rappresenta infatti un esperimento che anticipa, in forma radicale, l’evoluzione successiva della Classe A verso il segmento delle compatte ad alte prestazioni. 

Nel percorso evolutivo della Classe A, la A38 AMG rimane un caso isolato, ma significativo. In un momento in cui il modello era ancora legato a una funzione puramente pratica, questo progetto ha introdotto una visione alternativa, dimostrando come anche una base utilitaria potesse essere reinterpretata in chiave sportiva. 

Negli anni successivi, con l’arrivo delle versioni AMG ufficiali, questa trasformazione sarebbe diventata strutturale. La A38 resta quindi un elemento unico, ma utile per comprendere il passaggio da una vettura urbana a una compatta ad alte prestazioni. 

Change privacy settings
×