Quando una moto vince troppo, il rischio è che non si parli più solo di prestazioni ma di regolamenti, ed è esattamente quello che sta succedendo ora in Superbike con Ducati al centro della scena.
Dopo un avvio di stagione 2026 dominato dalla Ducati e da Nicolò Bulega, la FIM ha deciso di intervenire. Non con modifiche tecniche visibili, ma con un limite preciso: il flusso di carburante sarà ridotto di 0,5 kg/h. Un dettaglio sulla carta minimo, ma che in pista può cambiare molto.
Il taglio al carburante e cosa significa davvero
Il passaggio da 45 kg/h a 44,5 kg/h rappresenta il limite minimo consentito dal regolamento. Non si può scendere oltre. Questo significa che la Ducati ha raggiunto il punto massimo di penalizzazione possibile in questa stagione.
Non è una novità assoluta. Già nel 2025 la FIM era intervenuta su Ducati e BMW con lo stesso meccanismo. L’obiettivo resta quello di bilanciare le prestazioni tra le moto, evitando che una sola casa domini il campionato.
Il problema, però, non è tanto il principio quanto il momento. Dopo appena due round, con i risultati ancora in fase di assestamento, la decisione ha acceso discussioni nel paddock.
Una scelta che divide il paddock
Il dominio iniziale di Bulega è stato evidente, ma non tutti sono convinti che basti per giustificare un intervento così rapido. Alcuni team vedono questa scelta come un tentativo di mantenere lo spettacolo, altri la leggono come una penalizzazione prematura.
Il rischio è sempre lo stesso: spostare l’attenzione dalla pista alle regole. In un campionato come la Superbike, dove il pubblico è già meno coinvolto rispetto al passato, ogni decisione pesa più del previsto.
Nel frattempo, non è escluso che anche Bimota possa subire una riduzione simile, segno che la FIM sta monitorando più fronti. I dati raccolti nei primi round indicano differenze che, secondo i regolatori, vanno corrette.
Assen tra novità tecniche e interrogativi aperti
Il prossimo banco di prova sarà Assen, dove oltre alla questione carburante debutta anche una nuova gomma Pirelli. La mescola posteriore di sviluppo, chiamata FO298, dovrebbe migliorare la stabilità senza compromettere il ritmo gara.
È un elemento che potrebbe influenzare ulteriormente gli equilibri. Tra limitazioni tecniche e aggiornamenti, il rischio è che diventi difficile capire quanto conti davvero la moto e quanto invece il contesto regolamentare.
La Ducati resta comunque il riferimento di questo inizio stagione. Ma ora il margine si riduce, e con esso cambia anche la percezione delle gare.
Resta una domanda che circola già nel paddock: fino a che punto è giusto intervenire per riequilibrare? La risposta, come spesso accade in questi casi, non è così lineare. E probabilmente si capirà solo tra qualche gara.








