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Mercedes apre a un cambio sul regolamento F1: meno gestione dell’energia in qualifica

Raffaele Moauro 25 Marzo 2026
Toto Wolff

Mercedes apre a un cambio sul regolamento F1: meno gestione dell’energia in qualifica (screenshot Instagram @dlmotorsportscom) - Motori.leonardo.it

La Mercedes, che fin qui aveva tutto l’interesse a difendere il nuovo equilibrio tecnico della Formula 1, adesso apre a un ritocco su uno dei punti più discussi del 2026, cioè la gestione dell’energia in qualifica, e il fatto che il segnale arrivi proprio da Toto Wolff dice molto su quanto il tema stia pesando dentro il paddock.

Il nodo riguarda la nuova Formula 1 costruita attorno a power unit sempre più elettrificate, con un uso dell’energia molto più centrale rispetto al passato. In pista questa filosofia ha già cambiato il modo di guidare, di attaccare e soprattutto di affrontare il giro secco, perché in qualifica i piloti devono fare i conti con una gestione della batteria molto più delicata e meno lineare di quella a cui erano abituati fino a poco tempo fa. È proprio qui che si è concentrata la discussione delle ultime settimane.

Fino a ieri la posizione di Mercedes sembrava piuttosto chiara: difendere l’impianto regolamentare, anche perché il nuovo corso tecnico ha premiato la squadra di Brackley nelle prime gare del 2026. Toto Wolff, però, ha spiegato che se c’è un’area sulla quale si può intervenire, quella è proprio la qualifica, lasciando intendere che una riduzione della gestione dell’energia nel giro lanciato potrebbe avere senso senza stravolgere l’intero impianto tecnico. La sua linea resta prudente, ma l’apertura c’è e segna un passaggio non banale.

Perché la qualifica è diventata il vero punto critico

Il problema, per chi guarda da fuori, può sembrare molto tecnico, ma in realtà è facile da capire. Le regole 2026 danno un peso molto più grande alla parte elettrica della power unit e questo costringe i piloti a ragionare in modo diverso su rilascio, recupero e utilizzo dell’energia lungo il giro. Nelle fasi di qualifica questa complessità rischia di diventare ancora più evidente, perché il giro secco dovrebbe essere il momento più intuitivo e spettacolare del weekend, mentre invece può trasformarsi in un esercizio di gestione meno leggibile per chi segue la gara.

È qui che l’apertura di Wolff assume un peso politico. Il team principal Mercedes ha minimizzato l’idea che tutti i piloti siano contrari all’attuale impostazione, sostenendo che solo alcuni abbiano problemi con la gestione dell’elettronica, ma allo stesso tempo ha riconosciuto che la qualifica può essere l’area giusta in cui apportare un correttivo. In altre parole, non un ripensamento totale della filosofia 2026, ma una limatura su ciò che rischia di allontanare troppo il giro veloce dall’idea tradizionale di prestazione pura.

Cosa potrebbe cambiare davvero

Quando si parla di ridurre la gestione dell’energia in qualifica, il senso non è tornare indietro del tutto, ma alleggerire una parte dei vincoli che oggi influenzano il modo in cui il pilota costruisce il giro. Già nei mesi scorsi si era parlato di soluzioni intermedie per evitare eccessi nella nuova era delle power unit, con l’idea di differenziare maggiormente il comportamento delle vetture tra gara e qualifica. La discussione, quindi, non nasce oggi, ma l’apertura della Mercedes la rende più concreta perché arriva da chi, teoricamente, avrebbe meno interesse a cambiare.

Per il pubblico questa non è una questione da ingegneri e basta. Se la qualifica diventa troppo dipendente da logiche invisibili di recupero e rilascio dell’energia, il rischio è che perda immediatezza, cioè proprio quella qualità che la rende una delle parti più amate del fine settimana. Un correttivo ben studiato potrebbe restituire più chiarezza al confronto sul giro secco, senza cancellare la direzione più elettrificata della F1 moderna. È questo il punto su cui, adesso, si giocherà una parte importante del dibattito.

Una partita tecnica, ma anche molto politica

Il fatto che Mercedes stia dominando l’inizio del 2026 rende ogni parola di Wolff ancora più delicata. Difendere in blocco il regolamento avrebbe dato l’idea di chiudere ogni porta, mentre aprire a una modifica mirata sulla qualifica consente al team tedesco di mostrarsi meno rigido senza rinunciare ai vantaggi costruiti su questo nuovo ciclo tecnico. È un equilibrio sottile, perché in Formula 1 ogni correzione regolamentare ha sempre anche un peso politico oltre che sportivo.

Alla fine, la vera questione è semplice: la F1 del 2026 può anche piacere a molti, ma se il giro che decide la griglia continua a sembrare troppo dipendente da una gestione poco intuitiva dell’elettronica, allora il tema non sparirà da solo. E il fatto che adesso anche Mercedes apra a una ritoccata dice che, dentro il paddock, nessuno considera davvero chiusa la discussione.

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