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Smontano una BYD Atto 3, quello che i meccanici trovano all’interno li lascia esterrefatti

Tra le auto recuperate ce n’era una che ha attirato l’attenzione dei tecnici: una BYD Atto 3, completamente sommersa
Byd, meccanici senza parole(motori.leonardo.it)

La scena è quella di tanti veicoli trascinati e sepolti dal fango dopo l’alluvione che ha colpito Valencia nel 2024.

Tra le auto recuperate ce n’era una che ha attirato l’attenzione dei tecnici: una BYD Atto 3, completamente sommersa dall’acqua ma sorprendentemente sana nella parte più delicata del veicolo.

Quando il mezzo è stato portato in officina per un’ispezione approfondita, gli sguardi si sono subito concentrati sul cuore di qualsiasi auto elettrica: la batteria. Nella percezione comune, l’acqua rappresenta il nemico numero uno dell’elettronica.

Cosa hanno scoperto i meccanici?

Il Battery Pack, infatti, è racchiuso in un involucro altamente protettivo. Un coperchio sigillato con guarnizioni in gomma e metallo, fissato con decine di viti, protegge le celle interne. E sotto questo primo strato troviamo un ulteriore livello di barriera: una pellicola speciale che non può essere rimossa a mano, ma solo con strumenti e competenze specifiche di officina.

Quel che sembra incredibile è che, nonostante l’auto sia rimasta immersa nel fango per giorni, all’interno del pacco batteria non è stata trovata traccia di acqua, umidità o residui. Le celle, così come i componenti ad alta tensione, sono rimasti perfettamente isolati dall’ambiente esterno. In altre parole, la parte più critica dell’auto non ha subito infiltrazioni.

Questa peculiarità non nasce per caso, ma è frutto di una scelta progettuale precisa: le batterie moderne sono costruite con gradi di protezione

Cosa succede alle batterie(motori.leonardo.it)

Questa peculiarità non nasce per caso, ma è frutto di una scelta progettuale precisa: le batterie moderne sono costruite con gradi di protezione molto elevati, spesso superiori alla semplice resistenza a spruzzi o pioggia intensa. Sono progettate per resistere non soltanto a condizioni difficili, ma — in casi fortunati come questo — anche all’allagamento temporaneo. Non significa che tutte le auto elettriche siano a prova d’acqua fino a livello da sommergibile. Nel caso specifico, il pacco batterie della Atto 3 ha retto l’immersione, ma molti altri componenti dell’auto, come cablaggi o centraline esterne, possono comunque danneggiarsi gravemente in situazioni analoghe.

Un’altra lettura importante di questa esperienza riguarda la riparabilità. Quel sistema di chiusura robusto e il doppio strato protettivo significano che, se qualcosa va storto all’interno della batteria, l’intervento diretto sulle singole celle è difficile e sconsigliato. Di fatto, spesso è molto più semplice — e prevede meno rischi — sostituire l’intero pacco batteria piuttosto che aprirlo pezzo per pezzo. È un compromesso chiaro: massima protezione, ma minor accesso per manutenzione interna.

Per i proprietari di veicoli elettrici questa storia offre un doppio insegnamento. Da una parte dimostra che la tecnologia dei Battery Pack tende a essere più resistente di quanto si pensi, con livelli di isolamento che possono sorprendere anche gli addetti ai lavori. Dall’altra ricorda che un’auto sommersa resta comunque un veicolo compromesso: oltre alla batteria, possono essere coinvolte altre parti vitali del sistema elettrico e meccanico che non godono della stessa protezione ermetica.

In definitiva, il caso della Atto 3 allagata non è un invito a percorrere strade allagate, né una garanzia assoluta di impermeabilità. È piuttosto un’occasione per capire come la tecnologia evolve e come, in certi casi, la progettazione riuscita può mitigare rischi che sembrano insormontabili. È anche un promemoria: nelle auto a batteria non è solo “energia immagazzinata”, ma un insieme complesso di elementi interconnessi, tutti con livelli di protezione e vulnerabilità propri.

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