Dal 16 maggio usare un monopattino elettrico in città non sarà più la stessa cosa, perché entrano in vigore nuove regole che cambiano concretamente il modo di muoversi e che introducono obblighi finora assenti.
Fino a oggi il monopattino è stato percepito come un mezzo semplice, quasi libero da vincoli. Si prende, si usa, si lascia. Ma questo scenario sta per cambiare. Il Codice della Strada entra in modo più deciso anche nella micromobilità, introducendo strumenti che servono a rendere ogni mezzo e ogni utente identificabile. Il punto centrale è uno: chi guida un monopattino non sarà più “anonimo”.
Arriva il targhino: cosa cambia davvero
La novità più visibile è il contrassegno identificativo, quello che viene già chiamato “targhino”. Non è una targa come quella delle auto, ma un adesivo plastificato, con un codice alfanumerico, che dovrà essere applicato sul mezzo.
La differenza sta nel fatto che non identifica il veicolo, ma la persona. È legato al proprietario, non al monopattino. Questo cambia completamente il modo in cui verranno fatti i controlli. Le forze dell’ordine potranno verificare in tempo reale chi è il conducente e se il mezzo è in regola. Non più controlli generici, ma verifiche precise.
Assicurazione obbligatoria: cosa copre
Insieme al targhino diventa operativo anche l’obbligo di assicurazione Rc. Non è un dettaglio secondario. Significa che ogni monopattino dovrà essere coperto per eventuali danni causati a terzi.
Parliamo di situazioni molto concrete: un pedone urtato, una bici danneggiata, un’auto graffiata. Fino a oggi, questi casi creavano spesso problemi nella gestione dei risarcimenti. Con l’assicurazione, il sistema diventa più strutturato. Ma anche più vincolante per chi utilizza il mezzo.
Quanto costa mettersi in regola
Il targhino avrà un costo base di circa 8,66 euro, a cui si aggiungono imposta di bollo e diritti amministrativi. La richiesta sarà digitale, tramite il Portale dell’Automobilista, con accesso tramite SPID o carta d’identità elettronica.
Per l’assicurazione, invece, il costo varierà. Dipenderà dalla compagnia, dalle coperture e dalle condizioni scelte. Non esiste una cifra unica, ma è una spesa che entra a far parte dell’utilizzo quotidiano del monopattino. Anche questo è un cambiamento concreto: il monopattino non è più un mezzo “a costo zero”.
Le sanzioni: quando scattano
Chi circola senza rispettare questi obblighi rischia una multa che può arrivare fino a 400 euro. Non è una cifra simbolica, soprattutto considerando che riguarda un mezzo spesso scelto per risparmiare.
Come per altre violazioni stradali, è prevista la riduzione se si paga entro cinque giorni. Ma resta il fatto che il controllo sarà più frequente e più mirato. Ed è qui che molti si troveranno impreparati, almeno all’inizio.
Un cambiamento più ampio
Il targhino e l’assicurazione non sono interventi isolati. Si inseriscono in una riforma più ampia che ha già introdotto casco obbligatorio, limiti di velocità e restrizioni sulle aree di circolazione.
Il monopattino sta cambiando posizione all’interno della mobilità urbana. Non è più un mezzo “leggero” dal punto di vista normativo, ma entra in un sistema più strutturato, fatto di regole e controlli.
Per molti sarà un passaggio necessario. Per altri, una complicazione. Ma il punto resta uno: muoversi in città con questi mezzi sarà diverso da come è stato finora. E probabilmente servirà un po’ di tempo per abituarsi davvero.








