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Gino Paoli non era solo musica: la sua grande passione per le auto sorprendе ancora

Raffaele Moauro 25 Marzo 2026
Gino Paoli

Gino Paoli non era solo musica: la sua grande passione per le auto sorprendе ancora (screenshot Instagram @cinemadeglispiriti) - Motori.leonardo.it

Quando si parla di Gino Paoli viene naturale pensare subito alle sue canzoni, ma c’è un’altra parte della sua storia che per anni ha accompagnato in silenzio la sua vita pubblica e privata, ed è il rapporto molto profondo con le automobili, vissute non come semplice lusso ma come piacere di guida, memoria e libertà personale.

La scomparsa di Gino Paoli, morto il 24 marzo 2026 a 91 anni, riporta inevitabilmente alla sua carriera straordinaria nella musica italiana, ma accende anche una curiosità che nel mondo dei motori era ben conosciuta. Paoli, infatti, è stato per decenni un uomo profondamente legato alle automobili, con una passione autentica che lo aveva portato a guidare e possedere modelli molto diversi tra loro, dalle sportive italiane alle granturismo inglesi, fino a vetture diventate col tempo quasi parte del suo racconto personale.

Non era una passione costruita per immagine. Le auto, nel suo caso, sembravano piuttosto un’estensione del carattere: istintivo, elegante, irregolare, mai davvero disposto a vivere tutto in modo misurato. Negli anni gli sono stati attribuiti modelli come Alfa Romeo Giulietta Spider, Ferrari, Mini Cooper, Lamborghini Miura, Lancia Flaminia GT Coupé Touring, Triumph TR3, Porsche, BMW e diverse Mercedes-Benz. È una lista che racconta non solo il gusto per le belle macchine, ma anche una curiosità continua verso il piacere di stare al volante.

La curiosità che lo lega davvero al mondo auto

La parte più interessante, è che Gino Paoli non guardava alle automobili come semplici oggetti di prestigio. In più occasioni ha descritto il suo rapporto con la guida come una vera “lunga storia d’amore”, e attorno a questa passione si è costruito un piccolo universo di ricordi, incidenti, acquisti impulsivi e modelli diventati simbolici. Una delle curiosità più citate riguarda la sua Ferrari 275 GTS Pininfarina, acquistata nel 1965 anche su consiglio diretto di Enzo Ferrari e oggi ricordata come una delle auto più rappresentative del suo percorso personale.

Ma forse ancora più rivelatore è il fatto che, parlando delle sue vetture preferite, Paoli non scegliesse solo in base alla prestazione. Alcuni racconti lo legano a tre modelli in particolare, ognuno associato a un luogo e a una fase della vita: il Ferrari Scaglietti, la Giulietta Spider rossa e una Mini Cooper. Questo modo di raccontare le auto dice molto del suo sguardo: non soltanto cilindri e carrozzerie, ma memoria, paesaggi, emozioni e momenti precisi che restavano impressi insieme al rumore del motore e alla strada percorsa.

Un appassionato vero, non occasionale

Nel tempo, attorno a Paoli, si è consolidata l’immagine di un uomo che amava guidare davvero, anche in modo istintivo e a volte aggressivo, come riportano vari ricordi emersi nelle ultime ore. Non si trattava quindi della classica collezione da esibire, ma di una relazione molto concreta con il mondo dell’automobile. In questo senso la sua figura resta particolare anche oggi, perché appartiene a una generazione in cui l’auto non era solo mezzo di trasporto o status symbol, ma un pezzo pieno di significato dentro la vita quotidiana e dentro l’idea stessa di libertà personale.

Rileggere oggi la sua passione per le quattro ruote permette anche di vedere un lato meno raccontato di un protagonista assoluto della cultura italiana. In un’epoca in cui molti personaggi pubblici costruiscono con cura ogni dettaglio della propria immagine, il rapporto di Gino Paoli con le auto appare quasi antico nella sua spontaneità: genuino, contraddittorio, spesso esagerato, ma proprio per questo molto vero. E forse è anche per questo che, accanto alle sue canzoni, restano impressi i nomi di certe vetture che hanno corso insieme a lui per un tratto importante della sua storia.

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