Un’auto nata per portare la mobilità nelle campagne francesi potrebbe tornare oggi con una missione simile, ma completamente diversa nel contesto: rendere accessibile l’elettrico a chi oggi lo guarda ancora da lontano.
La Citroën 2CV non è stata solo un’auto. È stata un’idea precisa, costruita in un momento in cui la mobilità era un lusso per pochi. Quando debuttò nel 1948, l’obiettivo era semplice: creare un mezzo economico, robusto, capace di attraversare strade sterrate e rendere gli spostamenti possibili anche fuori dalle città.
Oggi quel concetto torna a farsi strada, in un contesto completamente diverso.
Un ritorno che guarda all’elettrico
Citroën sta lavorando a una nuova interpretazione della 2CV, e il punto centrale resta quello di sempre: accessibilità. Solo che questa volta il tema è l’auto elettrica.
L’idea è chiara. Portare l’elettrico in una fascia di mercato dove oggi resta ancora difficile entrare. Prezzi alti, tecnologie complesse, modelli sempre più grandi. La direzione sembra essere quella opposta.
Un’auto più semplice, più leggera, più vicina a quello che era l’originale, almeno nello spirito.
La nuova categoria che cambia le regole
Il progetto si inserisce in una nuova categoria europea, la M1E. Veicoli elettrici compatti, lunghi meno di 4,2 metri, pensati per ridurre i costi e rendere più sostenibile la produzione.
Non si parla di auto “ridotte” nel senso classico. Dovranno comunque rispettare standard elevati, inclusi crash test e normative di sicurezza simili a quelle delle auto tradizionali.
Ma con un approccio diverso. Meno complessità, meno peso, meno costi. E una velocità limitata, intorno ai 120 km/h, che cambia il modo di pensare l’auto.
Un design che richiama il passato
Dal punto di vista estetico, le prime anticipazioni parlano di un ritorno alle forme iconiche. I fari “a occhi”, le linee semplici, un aspetto che non cerca di nascondere le sue origini.
Non è nostalgia fine a sé stessa. È un modo per recuperare un linguaggio che aveva una funzione precisa: essere riconoscibile, accessibile, diretto.
La base tecnica dovrebbe essere quella della piattaforma Smart Car già utilizzata da modelli come C3 e Grande Panda. Ma il risultato finale potrebbe essere molto diverso.
Un progetto che va oltre Citroën
Il ritorno della 2CV non riguarda solo un modello. Fa parte di un movimento più ampio che coinvolge diversi costruttori, tutti orientati verso una nuova fascia di auto elettriche più accessibili.
In un mercato dove i prezzi continuano a salire, questa potrebbe essere una risposta concreta. Non perfetta, non definitiva, ma diversa, il punto resta quello di sempre: rendere la mobilità possibile per più persone.
La differenza è che oggi non si tratta più di attraversare una strada sterrata con un cesto di uova senza romperle. Si tratta di capire se l’elettrico può davvero diventare qualcosa di quotidiano, senza restare confinato a una nicchia.








