Una misura destinata a cambiare il volto della sicurezza stradale in Italia: l’Alcolock, il dispositivo che impedisce l’avviamento delle auto in caso di positività all’alcol.
Con l’inizio della fase operativa, stabilita dalla circolare ministeriale, questo strumento diventa obbligatorio per chi è stato condannato per guida in stato di ebbrezza. Ma cosa comporta davvero l’introduzione di questa tecnologia per i cittadini, e quali sono le criticità?
Chi è obbligato e come funziona
L’obbligo riguarda i conducenti condannati per tasso alcolemico superiore a 0,8 grammi per litro, misurato durante i controlli stradali. A seguito della condanna, i trasgressori dovranno installare l’Alcolock sulla propria vettura, con un periodo di utilizzo che durerà per due anni dopo il riottenimento della patente sospesa.
Il funzionamento del dispositivo è semplice ma rigoroso: il motore non può essere avviato se l’etilometro integrato rileva tracce di alcol nell’aria espirata. Un sistema che, secondo il Ministero dei Trasporti, mira a ridurre i rischi associati alla guida in stato di ebbrezza, ma che solleva anche diverse problematiche.
Limiti tecnici e auto non compatibili
Una delle principali critiche sollevate è legata all’età media delle vetture italiane, che raggiunge i 13 anni. Molte auto più vecchie non sono strutturalmente predisposte per l’installazione di sistemi elettronici avanzati come l’Alcolock, creando problemi tecnici e costi aggiuntivi. Alcuni veicoli, infatti, non hanno i requisiti per integrare i circuiti elettronici necessari per il corretto funzionamento del dispositivo, una situazione che penalizza in particolare i possessori di automobili datate.
Un costo elevato e un mercato poco competitivo
Il montaggio dell’Alcolock ha un prezzo che oscilla intorno ai 2.000 euro, cifra che non comprende i costi aggiuntivi per la taratura periodica, la manutenzione e i boccagli monouso, necessari per ogni utilizzo. In più, i costi potrebbero aumentare a causa del numero ridotto di officine autorizzate a effettuare l’installazione, che, secondo gli esperti, potrebbe alterare la concorrenza nel settore.
Con il numero ristretto di installatori ufficiali, i prezzi sono destinati ad aumentare, creando un danno per gli automobilisti obbligati a installare il dispositivo.
Impatto sulle famiglie e sanzioni severe
Un’altra criticità riguarda l’impatto sulle famiglie che possiedono un solo veicolo. La presenza dell’Alcolock obbliga ogni conducente del veicolo a eseguire il test di soffiaggio prima di accendere il motore. Questo crea un onere aggiuntivo anche per coloro che non sono direttamente coinvolti nel reato, ma che devono rispettare la norma per poter utilizzare l’auto.
Inoltre, tentativi di manomissione o la rottura dei sigilli del dispositivo comportano il raddoppio delle sanzioni amministrative. Il codice della strada riformato prevede, infatti, che il conducente che supera la soglia di alcol consentita perda 10 punti dalla patente, oltre a una multa pecuniaria e la sospensione della licenza di guida.
Verso un futuro più sicuro?
Nonostante le difficoltà legate all’implementazione dell’Alcolock, il dispositivo rappresenta un passo significativo verso una maggiore sicurezza stradale, soprattutto se pensiamo al futuro della mobilità, sempre più focalizzata sulla prevenzione.
Ma se il dispositivo può sicuramente aiutare a ridurre gli incidenti causati dalla guida in stato di ebbrezza, il suo impatto a livello pratico è ancora oggetto di discussione. La compatibilità tecnica con le auto più vecchie, i costi elevati e le difficoltà operative per le famiglie sono solo alcune delle criticità che potrebbero rallentare l’efficacia del sistema.








