Il Gp di Valencia è il primo senza Simoncelli e questo dovrebbe bastare per descrivere la commozione che ha animato la gara, le dichiarazioni e lo spettacolo dentro e fuori dalla pista.Tutto è iniziato alle 10.10 con tutte le moto in pista guidate dal texano Kevin Schwantz sulla Honda Gresini di Sic. Poi tutti gli altri. La cabala vuole, come raccontano i telecronisti presenti all’evento, che le moto entrate per il minuto “di casino” fossero 85.

Un numero che se rovesciato dà proprio 58, che era l’identificativo di Sic. Questo 58 è stato presente su quasi tutte le carene delle moto. Dovizioso se l’è addirittura cucito sul petto.

Le qualificazioni avevano visto una splendida prestazione di Rossi che ambiva al podio e sperava nella pioggia. Peccato che i suoi sogni si siano infranti alla prima curva, quando Bautista l’ha travolto insieme ad altri due piloti.

Tornato nel paddock era sereno: concludendo così ha finito a pari punti con Sic e non l’ha superato. Poi la gara è stata segnata dalle ricorse tra Dovizioso e Pedrosa e dalla gran rimonta di Spies ai danni di Stoner che però ha conquistato il successo in volata.

Spies ammette l’errore ma è amareggiato dal secondo posto. Sul terzo gradino del podio ci è finito Andrea Dovizioso.