La Red Bull sembra imbattibile e non è tutto merito dei suoi illustri piloti, che almeno a Spa hanno infilato una doppietta niente male sui primi due gradini del podio. Quel che colpisce è soprattutto il gioco di squadra e l’intesa che si è creata tra sportivi e staff tecnico. Anche se qualche nodo è ancora da sciogliere.Vettel e Webber, qualsiasi cosa dica Alonso, sono stati i più veloci di Spa, con tanti sorpassi e un’eccezionale voglia di ipotecare il mondiale. Hanno tentato di aggirare il regolamente chiedendo un set di gomme supplementari, per via del blistering di quelle usate in qualifica, ma poi l’integrità dei giudici non ha compromesso la loro gara.

Di base c’è una macchina che funziona e che almeno in Belgio ha saputo prendere i suoi rischi. Gli ingegneri della squadra di Horner lo hanno ripetuto più volte. La monoposto Red Bull, così com’è stata concepita, non è proprio ideale per il circuito belga, perché le gomme si rovinano molto.

La vettura infatti va oltre i margini d’inclinazione consigliati dalla Pirelli per limitare i danni agli pneumatici. Con il camber si è osato davvero molto. Pirelli consigliava di non andare oltre i 4 gradi sull’anteriore e stare sui 2 gradi, 2 gradi e mezzo per il posteriore.

La Red Bull ha superato i 4 gradi sull’anteriore e sul posteriore non è arrivata ad un grado e mezzo. Ma ha avuto ragione.