Anche se il momento più interessante di un circuito sono le curve, anche osservere la posizione dei piloti sul rettilineo ha un suo perché.

Sulla base della postura si possono calcolare i chilometri orari persi e quindi il ritardo che può acculumare un pilota, giro dopo giro. La cosa fondamentale che un pilota alle prime armi deve sapere è che le pedane su cui si appoggiano i piedi sono importantissime per disciplinare il comportamento della moto tramite la pressione dei piedi.

Nel moto GP ogni pilota sceglie di posizionarle nel punto che renda la spinta più naturale possibile.

Ora, sul rettilineo è importante assumere una posizione aerodinamica, quindi tentare di annientare tutte le resistenze che, ad alte velocità, possono rallentare la corsa.

La posizione corretta prevede che il pilota appoggi la mentoniera del casco integrale sul serbatoio dove generalmente c’è un incavo studiato apposta. Così tutte le sporgenze rientrano nella cupola del lunotto.

Le braccia devono essere aderenti al corpo e sia gli avambracci che le gambe devono essere stretti il più possibile alla moto, con l’obiettivo di farli “rientrare” nella carenatura.

E la posizione del sedere? Occorre farlo scivolare più indietro possibile. Se la velocità è davvero elevata, qualcuno suggerisce di appoggiarsi sul codino della moto così da guadagnare ancora qualche chilometro orario di velocità.