La stagione 2014 della MotoGP è andata in archivio sotto il segno di Marc Marquez che ha conquistato, oltre al secondo mondiale, anche il record di vittorie in campionato (13, ndr) battendo Mick Doohan. Ma l’annata sarà ricordata anche per le imprese di Valentino Rossi che a quasi 36 anni ha conquistato due epici successi a Misano e Philipp Island. Proviamo a dare le somme della stagione.

Marc Marquez 10: Già prima della sosta estiva aveva già ipotecato il titolo con dieci vittorie su dieci GP. Un “martello” senza sosta che ha messo subito in riga i suoi avversari. E’ riuscito a far innamorare gli appassionati con il suo stile di guida sempre al limite e le derapate degne dello speedway. Nella seconda metà di stagione incappa in qualche passaggio a vuoto e gli avversari, Rossi in primis, ne approfittano ma a Valencia chiude con l’ennesimo record assoluto della stagione, 13 vittorie e primato tolto a Doohan. A queste si aggiungono 13 pole position e una seconda piazza. A meno di 22 anni ha già messo in quarto titolo mondiale conquistato in sette anni a nemmeno 22 anni.

Valentino Rossi 9: Alzi la mano chi a inizio stagione avrebbe mai pensato di vedere il Dottore davanti a Lorenzo (di 32 punti) a fine stagione. Dopo l’acuto isolato di Assen della scorsa stagione, a 35 anni suonati è riuscito a ritrovare lo smalto dei tempi d’oro mettendosi dietro il suo compagno di squadra e Pedrosa. Con la soddisfazione di battere anche il marziano Marquez. Il bottino finale parla di 13 podi, 2 vittorie (di cui una nella “sua” Misano) e una pole position. Merito anche del cambio di capotecnico: il feeling con Silvano Galbusera ha permesso a Rossi di migliorarsi costantemente nel corso di ogni weekend. Senza il “cannibale” avrebbe messo in bacheca il decimo titolo iridato. Ci riproverà nel 2015.

Andrea Dovizioso 7: E’ sempre stato il miglior pilota Ducati al traguardo fatta eccezione per Barcellona e Sepang. Insieme all’ingegner Gigi Dall’Igna e a tutta la squadra ha riportato a competere (anche in termini di distacco) una moto che in molti avrebbero voluto rivoluzionare. E’ riuscito bell’impresa di riportare la Ducati in pole position dopo ben quattro anni. Due podi rispetto allo zero dello scorso anno e una netta vittoria nello scontro diretto con il compagno di squadra Crutchlow che avrebbe dovuto minacciare il Dovi. A Valencia nell’ultima gara, il forlivese ci ha tenuto a ribadire chi è il più forte.

Andrea Iannone 6: In qualifica ha spesso dato paga alle Ducati ufficiali e ai top 4 di Honda e Yamaha ma in gara non è riuscito a lasciare il segno con il team Pramac e la Desmo clienti cadendo un po’ troppo spesso. La caparbietà mostrata, l’ultima a Valencia dove è stato in testa una decina di giri, non è sfuggita a Borgo Panigale che per il 2015 gli metterà a disposizione una moto ufficiale. In bocca al lupo!

Jorge Lorenzo 5: Sole due vittorie in una stagione iniziata male e finita peggio con un mesto ritiro a Valencia. Non ha ripetuto il finale di stagione del 2013 e in bene nove occasioni ha preso paga nove volte da Rossi. Dopo aver insidiato il titolo di Marquez lo scorso anno, è riuscito solo due volte a mettersi dietro il campione del mondo. Troppo poco per uno come lui.

Dani Pedrosa 4,5: Ha preso costantemente paga dall’alieno Marquez e mai ha dato l’impressione di potersela giocare ad armi pari se non a Brno con l’unico acuto di una stagione avara di emozioni. Il minor numero di podi conquistati nel suo decennio in MotoGP la dice lunga sullo stato del veterano di Sabadell. Per una volta che gli infortuni non hanno condizionato la sua stagione non è riuscito a farsi valere.

Cal Cructhlow 4: A inizio anno pareva dovese far sfracelli invece si è perso lentamente fino all’annuncio del cambio di scuderia (con la Honda factory del team di Cecchinello). Con meno pressione si è visto un inglese più determinato ma ancora troppo frustrato da una moto che non è riuscito a sentire sua. Di lui si ricorderà più il secondo posto gettato alle ortiche in Australia rispetto al podio in Catalogna.

Aleix Espargaro 7,5: Si è laureato campione della classe Open rimanendo nei primi dieci nelll’arco di tutta la stagione. Tra i suoi risultati migliori anche un podio che hanno agevolato il suo passaggio nel team Factory Suzuki in cui è atteso a una conferma.

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