Dopo il trionfo di Brno bisognerebbe ringraziare Dani Pedrosa (foto: Facebook) per una serie di motivi e dovrebbero farlo in modo particolare i suoi fan più accaniti, visto che lo spagnolo di Sabadell non vinceva una gara di MotoGp dallo scorso anno a Sepang. Primo tra tutti è quello di aver corso una gara fantastica, partito benissimo, dopo pochi giri è riuscito a sopravanzare Jorge Lorenzo e andarsene via all’orizzonte (QUI L’ORDINE D’ARRIVO). Poi perché ha spezzato una sequela monotematica di vittorie da parte di Marc Marquez che sembrava interminabile, quindi ha dimostrato che è battibile anche Monster Marc (da oggi fortunatamente un po’ meno “monster”) e ci ha tolti tutti dall’impasse giornalistica poiché gli aggettivi erano veramente finiti. Marquez dal canto suo col questo quarto posto di sicuro non sfigura, poiché raggranella punti utilissimi per un Motomondiale che a questo punto, sarà pure assurdo pensarlo, ma potrebbe anche trovare qualche breccia per una sua messa in discussione. Il fatto che Marquez non abbia vinto e polverizzato un altro record, fa notizia. Così come fa notizia il fatto di non essere andato neanche a podio. Fa notizia soprattutto, per il discorso sul campionato, il fatto che la sua Honda HRC oggi lo abbia abbandonato, e non si sa neanche il perché. Sembra, a parti invertite, quello che era successo a Indianapolis, quando era Pedrosa a giungere quarto dopo una gara senza mordente, come se la Honda non avesse nessunissima intenzione di dare di più. Misteri tuttora insondabili del team giapponese, ma fin tanto che è comunque una Honda HRC a vincere, tutto bene. Altrimenti…

Altrimenti c’è un altro costruttore nipponico di moto che non ha nessuna voglia di stare lì a guardare i successi della rivale. Jorge Lorenzo, dopo un weekend tutto sommato buono e un warm-up della mattinata eccezionale, di birra in corpo ne aveva da vendere e lo ha dimostrato giungendo al traguardo con soli quattro decimi di ritardo da Pedrosa, pur con una scelta di gomma tutt’altro che agevole (soft nell’anteriore). E anche la bella gara di Valentino Rossi nonostante il mignolo della mano sinistra dolorante in seguito alla caduta nelle prove libere (QUI LE QUALIFICHE), è testimone dell’ottimo livello di competitività raggiunto dalle Yamaha ufficiali. Se le Honda al comando del campionato dovessero cedere di botto, con due piloti come Lorenzo e Rossi, Lin Jarvis e Massimo Meregalli saprebbero subito come approfittarne.

Anche le Ducati, ufficiale e non, meritano un encomio. Erano partite benissimo già dalle qualifiche visto che Andrea Dovizioso e Andrea Iannone avevano conquistato rispettivamente il secondo e il terzo posto in griglia. Come al solito sono partiti a fionda salvo poi pagare il rapido decadimento delle gomme e il fatto che Brno, tracciato aspro e misto, sia notoriamente favorevole a Honda e Yamaha. I due Andrea nazionali si son datti battaglia per tutta la gara, Iannone non si è neanche risparmiato qualche sonora sportellata con Marquez nei primi giri, rimanendo appaiati fino alla fine, fino a quando cioè era Iannone a spuntarla sul rivale giungendo quinto al traguardo e mettendo almeno un metro di distacco tra sé e le ruote della Ducati di Dovizioso. Con Brno si rimescolano dunque un po’ tutte le carte, vedremo tra due settimane a Silverstone se e quale sarà la reazione di Marquez e se davvero si è aperta questa breccia nel Motomondiale.

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