Luca Cordero di Montezemolo, presidente dimissionario della Ferrari, ha tenuto una conferenza stampa congiunta con Sergio Marchionne, futuro numero 1 della scuderia:“È un giorno importante perché dopo 23 anni passati molto in fretta, oggi rassegno le dimissioni dalla Ferrari e lo faccio perché obiettivamente credo che sia finita un’epoca, un ciclo molto importante dell’azienda, e grazie ai risultati, alla forza della Ferrari, si apre un altro ciclo che mi auguro sia ancora più importante. Un ciclo nuovo e un ciclo diverso”.

In sala stampa a Maranello c’è grande affollamento nonostante la convocazione delle ultime ore. Le domande fioccano ma sui veri motivi dell’addio, quotazione a Wall Street e cambio generazionale a parte, nessuno dei due si sbilancia: “Nel mio programma professional-familiare avevo pensato di chiudere la mia vicenda professionale al termine dell’anno prossimo, ma questo appuntamento apre un discorso fondamentale e nuovo – ha sottolineato Montezemolo -. Si apre una fase nuova ed è giusto che non la apra un giovanissimo presidente che però è qui da 23 anni, ma che la apra l’ad dell’intero gruppo, a dimostrazione che questa è una grossa operazione di squadra verso il futuro. Penso che il traguardo del prossimo ottobre sia un traguardo epocale. Con orgoglio dico che la nostra azienda avrà un ruolo molto importante in un momento epocale del nostro gruppo azionista, ovviamente la quotazione in Borsa a Wall Street”.

L’unica parziale ammissione arriva da Montezemolo, autore di alcuni simpatici siparietti con Marchionne: “Con Sergio ci siamo parlati, ci sono state un po’ di incomprensioni nel weekend e l’unico motore rotto di Alonso non ha aiutato. La Ferrari assieme alla mia famiglia la cosa più importante della mia vita. Sono orgoglioso di lasciare i cassetti pieni, poi ognuno fa come vuole. Sono orgoglioso di uscire nel momento giusto e contento di lasciare l’azienda in queste condizioni, di avere un po’ meno stress. Ci sono tutte le premesse per il rilancio di un nuovo ciclo. Quest’anno usciamo da un anno molto brutto fondamentalmente perchè abbiamo sottovalutato l’importanza, la difficoltà di questo sistema di motore nuovo, che non è il motore tradizionale e credo che questo sia il vero problema”. Montezemolo ha rivolto un pensiero a Michael Schumacher e, parlando alla stampa, ha dettotante volte avete scritto delle cazzate…Per me è un onore e un privilegio straordinario aver guidato questa azienda”.

Marchionne ha assicurato che “non c’è alcuna intenzione di integrare Ferrari con Fiat Chrysler. Voglio proteggere l’integrità della Ferrari, non farla inquinare in un sistema automobilistico di mass market, il successo della Ferrari è dovuto in gran parte a questo. L’indipendenza operativa e strategica non è mai stata messa in discussione. La Ferrari è nata e morirà italiana, è osceno e inconcepibile pensare che la Ferrari possa essere costruita al di fuori di qui”. Sulle dichiarazioni di Montezemolo, “La Ferrari la faranno diventare americana” (qui i dettagli), la riposta è secca: “Non credo che Luca abbia mai detto questo. L’amicizia tra me e Luca continua, non è intaccata dal polverone montato dopo le mie parole di sabato. Era un passo inevitabile, la tempistica era da scegliere. Sono processi che avvengono in ogni azienda”.

Per quanto riguarda il tema sprotivo, in Ferrari “c’è un problema di motori e sappiamo quali sfide dobbiamo affrontare. C’è tantissimo lavoro da fare, non credo che questa stagione sarà una grande stagione. Mettiamoci l’anima in pace. Non per scusare la Ferrari, ma come in passato ripeteremo i successi che abbiamo avuto. Il 2014 sarà un anno difficile e sarà difficile digerire il non vincere. Riutilizzare i toni usati contro Montezemolo a Cernobbio? Ho detto quello ho detto. Non c’è niente da aggiungere, il comunicato di oggi ha chiarito tutto”. 

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