Code, imbottigliamenti, scioperi dei mezzi pubblici, zone a traffico limitato e parcheggio selvaggio: guidare spesso mette a dura prova i nervi degli italiani, lo sappiamo. Ma come ci comportiamo al volante? Sappiamo mantenere la calma davanti a un insulto o, al contrario, proprio non riusciamo a trattenerci dall’offendere chi incontriamo, letteralmente, sulla nostra strada?

A svelare vizi e virtù degli italiani è un recente sondaggio del Centro Studi e Documentazione Direct Line: infatti, la più grande compagnia di assicurazioni online ha intervistato gli automobilisti del Bel Paese sul tema del comportamento degli assicurati alla guida di un’auto e i dati non sono esattamente quelli che tutti si aspetterebbero.
Scopriamo insieme perché.

Sorprende la percentuale di coloro che, ricevuto un insulto, non reagiscono alle provocazioni: il 53% degli intervistati dichiara di riuscire a tenere un atteggiamento maturo e controllato non rispondendo alle offese. Il restante 47% proprio non ce la fa a rimanere indifferente, ma con delle significative differenze: un buon 30% si limita, se così si può dire, a urlare parolacce dal finestrino; un ulteriore 30% fa appello a un sense of humor molto poco British e preferisce l’applauso ironico, magari accompagnato dal “Bravo! Bravo! Complimentoni…” di rito. Ma la medaglia d’oro va certamente a coloro, un nutrito 28%, che rilanciano senza remore, preferendo all’ulcera lo sfoggio in grande stile del dito medio. A spiccare i giovanissimi (18-24 anni) che, secondo la compagnia del Telefono Rosso, sembrano fare ricorso a un uso creativo del clacson in caso di litigio. I motivi di tanta rissosità? Sul podio, eccessiva velocità (19%) o al contrario troppa flemma (13%), ma anche nervosismo al volante (13%), mancato rispetto delle distanze di sicurezza (11%).

Ma a chi rivolgono le loro offese gli automobilisti italiani? In questo caso, il sondaggio Direct Line conferma l’esperienza al volante di ognuno di noi: il 67% dei guidatori di casa nostra se la prende direttamente con il “colpevole”; nella più classica delle tradizioni e con buona pace di prefetti e istruttori di scuola guida, il 28% urla: “Ma chi ti ha dato la patente!”, ma, visto che per gli italiani la famiglia è sacra, un buon 11% dei conducenti arrabbiati evoca mamme e sorelle dei compagni di finestrino. Anche questo un evergreen.

E voi, in quale tipo di guidatore vi rispecchiate?

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