Sergio Scaglietti è morto a 91 anni nella sua casa in provincia di Modena ed è stato ricordato nell’ultimo Motor Show dallo stand Ferrari che a lui deve davvero tanto.Sergio Scaglietti fu portato a Maranello da Enzo Ferrari che ne aveva sentito parlare molto bene. Un artigiano che entrando nella casa automobilistica non pensava certo di legare indissolubilmente il suo nome al Cavallino.

Eppure tutte le vetture di punta dell’azienda italiana portano il suo marchio. Dopo essere stato messo alla prova, fu considerato un cardine. Con Enzo Ferrari si completava. Mentre il primo enunciava le richieste relative alla potenza delle vetture, Scaglietti, definiva nella sua mente la struttura per rispondere a queste esigenze.

Così si diede vita alla 250 Gto, alla Testa Rossa, alla California, alla Dino e alla Daytona. Tutte forgiate da Scaglietti.

Essendo un artigiano voleva tenere sotto controllo la forma delle vetture. Per questo dopo la costruzione dei modelli, li ripassava tutti al tatto per comprendere se l’elemento sfornato aveva sfruttato tutte le potenzialità dei materiali di costruzione.

Era un telaista molto preparato e questo gli dava la possibilità di sapere se l’alluminio era stato messo alla prova, se poteva dare ancora e come modificarlo. Scaglietti, da artigiano, ha saputo anche adeguarsi alla rivoluzione informatica che ha reso l’arte del modellismo molto più precisa e interessante.