Andreste mai in giro con dei sandali sotto la neve in dicembre? I primi freddi ci hanno ricordato che ormai la brutta stagione è arrivata e che anche per l’auto bisogna cambiare l’abito o meglio le scarpe.

Nei giorni scorsi sono entrate in vigore le norme sull’utilizzo dei pneumatici invernali o sull’obbligo di avere a bordo della vettura le catene e secondo la nuova direttiva emanata dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti il 16 gennaio 2013 ed attiva dal 1 febbraio di quest’anno si ha il periodo stabilito per l’utilizzo di questo tipo di coperture dal 15 novembre al 15 aprile. Ha validità su tutto il territorio nazionale e riguarda le strade statali coinvolgendo direttamente gli enti proprietari dei tratti in questione. È questa la prima novità in quanto viene stabilita la durata minima di questo arco di tempo che è valido a prescindere dalla presenza o meno di neve sulla strada perché la discriminante è legata alla temperatura. Quindi le “gomme termiche o invernali” (questa è la giusta denominazione) sono obbligatorie quando il termometro scende al di sotto dei 7 gradi centigradi e non importa se ci si trova in pianura o in montagna. Per questo non si parla più di gomme da neve termine che crea solo confusione.
Le strade interessate sono segnalate da appositi cartelli e restano escluse le vie cittadine, sottoposte a ordinanze comunali e le zone di alta montagna che hanno anticipato il periodo. Un provvedimento che nelle intenzioni dovrebbe semplificare la vita all’automobilista non dovendo più informarsi sulle singole decisioni dei comuni da attraversare grazie al periodo definito e chiaro. Non rispettare queste regole comporta una sanzione che va da 84 a 335 euro.

Il pneumatico invernale si distingue da uno estivo per il differente disegno del battistrada con scanalature più numerose e più larghe per evacuare meglio la pioggia, per la presenza di lamelle adatte a fare presa su neve e ghiaccio così da assicurare una migliore tenuta e trazione e soprattutto spazi di frenata ridotti. A titolo d’esempio sulla neve ad una velocità di 40 km/h servono per fermarsi 29 metri mentre con le estive ne occorrono ben 61, una riduzione di oltre il 50% a tutto vantaggio della sicurezza.
Sul fianco del pneumatico si devono vedere le lettere M e S abbinate in diverse forme e il disegno di tre montagne con la stilizzazione di cristallo di neve che identificano il prodotto adatto per le temperature che si possono incontrare in inverno.

Le gomme in questione vanno poi montate su entrambi gli assi, non si può differenziare la scelta tra anteriore e posteriore e montarne solo due, cosa che causa solo dei gravi scompensi sull’auto e pericolose sbandate soprattutto in fase di frenata; inoltre sono obbligatorie anche sulle auto a trazione integrale.
Una problematica, quella delle gomme termiche, che negli ultimi anni è stata ben recepita dagli automobilisti come comprovano gli 8 milioni venduti lo scorso anno e una richiesta in costante crescita.
Possono essere sostituite dalle catene ma queste sono più utili in caso presenza a terra di neve molto alta o in caso di tratti molto ripidi o quando si deve guidare su strati di ghiaccio dove, in alternativa si possono montare le gomme chiodate. Ma qui parliamo di casi limite di alta montagna.

Resta da affrontare il problema dei costi perché alla fine si tratta di avere in casa un secondo treno di gomme e per una migliore manutenzione sarebbe inoltre meglio avere un set completo di gomme e cerchi per evitare degli ulteriori stress. Altrimenti il cambio lo fa un gommista e molti di questi offrono un servizio di stoccaggio per il periodo di non utilizzo.

Per la scelta del prodotto meglio affidarsi a marchi conosciuti e di grande affidabilità tecnica ed esperienza in materia e che, per di più, ben conoscono le situazioni ambientali europee; è sconsigliabile mettersi in cerca dell’affare o del prezzo scontato proveniente, di solito, dalla Cina in particolare. In questo caso il prezzo è sinonimo di qualità e quando si parla di sicurezza il risparmio è controproducente e pericoloso.