Qual è il livello di credibilità dei test che i vari team effettuano con le nuove monoposto ad ogni inizio di stagione?
Solitamente il “pre-campionato” non ha mai avuto un gran valore, un po’ come per le amichevoli estive del calcio, e spesso i risultati ottenuti nelle prove (troppe le variabili che influiscono sulle prestazioni) non hanno trovato conferma al momento di passare alle gare vere.

Quest’anno però le tre sessioni organizzate hanno una rilevanza che mai si era vista in F1 dovuta all’arrivo delle nuove unità propulsive, i power unit, che hanno completamente rivoluzionato la situazione.

Non è una cosa da poco e a stravolgere le monoposto sono i nuovi V6 di 1600 cc che vengono abbinati a due unità elettriche che servono una a ricaricare batteria con potenza doppia rispetto a quella dello scorso anno e l’altra lavora sul turbo.

Nel corso della prima serie di giri disputati a Jerez la cosa importante era verificare se tutto il sistema funzionava a dovere e le sorprese non sono certo mancate. Protagonista in negativo la Red Bull/Renault, la squadra che ha dominato gli ultimi 4 mondiali troppo spesso ferma ai box e incapace di compiere una serie significativa di tornate.

Al secondo step in Bahrein l’obiettivo era quello di iniziare a vedere i primi riscontri cronometrici e verificare l’affidabilità sulla simulazione del Gran Premio per capire se il pacchetto auto-motore è in grado di portare a termine una gara, considerando anche la quantità di benzina disponibile limitata a 100 kg.

Anche questa volta si sono avute risposte discordanti. Da un lato si è vista una Mercedes in grandissima forma capace di avvicinarsi al tempo dello scorso anno (solo 1,5 secondi più lenta) ed in grado di fare una simulazione quasi completa di gara con entrambi i piloti. L’unica per ora capace di reggere il confronto sembra per ora essere la Ferrari non ancora velocissima sul giro completo, ma prima con 330 km/h di velocità di punta, e sicuramente in grado di presentarsi al via in maniera più che competitiva. Alonso e Raikkonen hanno macinato giri su giri con il finlandese autore anche di una uscita di pista. Molto positiva si è mostrata anche la McLaren che potrebbe essere una protagonista inaspettata in questo inizio di stagione.

E la Red Bull? Per lei solo problemi ancora dovuti al difficile accoppiamento tra il gruppo motopropulsore Renault e la monoposto. Il confronto con le concorrenti più accreditate è davvero impietoso con solo 116 giri percorsi in totale nei quattro giorni a disposizione, circa un terzo, per capirci, di quanto fatto dalla Mercedes (315). Parlare di tempi poi diventa ancora più difficile con ritardi nell’ordine di alcuni secondi ottenuti tra l’altro con grandi difficoltà e poca continuità. Per colmare un gap così preoccupante rimane solo l’ultima sessione di test, sempre in Bahrein settimana prossima, prima di impacchettare il tutto e trasferirsi in Australia per la prima gara della stagione.
Newey e la Red Bull ci hanno abituato a grandi rimonte ma stavolta la preoccupazione è tanta e le polemiche tra i due partner sono sempre più evidenti e aggressive. In più c’è un altro aspetto da considerare e riguarda il regolamento che obbliga a breve i costruttori di motori a “congelare” il proprio sistema consegnando alla federazione tutte le specifiche e le caratteristiche. Così come stanno le cose c’è il rischio di vedere partire molto avvantaggiati i team motorizzati Mercedes con le Ferrari quasi pronte a combattere ad armi pari e nelle retrovie tutti i team che montano i Renault. Una situazione davvero nuova per le monoposto blu della Red Bull che dominano da anni e Vettel è, ovviamente, nervosissimo. Pochi giorni e tutto sarà più chiaro.