Rischia tragicamente di scrivere un’altra brutta pagina della Formula 1 ciò che è successo a Suzuka durante il GP del Giappone. Grava in serie condizioni il pilota della Marussia Jules Bianchi in seguito a un incidente occorso durante il 46° giro della gara all’altezza della Curva 8 del circuito (QUI IL LIVE DELLA GARA). Il francese è stato trasportato in ospedale con l’ambulanza – essendo impraticabile l’utilizzo dell’elicottero – dove sosta in condizioni di coma. La dinamica, in totale assenza di immagini televisive, è ancora misteriosa, come incerta è tuttora la situazione sulle condizioni di salute di Bianchi. Dalla ricostruzione dell’accaduto, che pare confermata da qualche foto scattata amatorialmente e fatta circolare in rete, sembra che dopo l’uscita di pista di Sutil e il conseguente forte impatto contro le protezioni, Bianchi sia a sua volta uscito dal tracciato andando a scontrarsi violentemente contro la gru utilizzata dai commissari di gara per rimuovere la Sauber di Sutil.

Sotto accusa naturalmente la Direzione di Gara a Suzuka per ovvi motivi. Innanzitutto risulta discutibile la decisione di far partire la gara alle 15:00 (orario locale, le 08:00 da noi) sapendo benissimo che si sarebbe abbattuto un nubifragio sul circuito intorno alle 15:40. Gara che alla luce di tali informazioni avrebbe potuto essere anticipata almeno di un’ora, a scapito della programmazione televisiva occidentale. Come aggravante, la partenza ritardata di 25 minuti in seguito a condizioni climatiche che – stando al team radio di Hamilton con Charlie Whiting, Direttore di Gara – avrebbero tranquillamente permesso di iniziare la gara molto prima. Assolutamente inaccettabile invece la scelta da parte dei vertici dell’Organizzazione di gara di far partire la Safety Car molto dopo l’incidente di Sutil e di Bianchi, con una bandiera verde sventolata dopo tali eventi. Tutto ciò a dimostrazione del fatto che nell’attualità si parla molto di messa in sicurezza dei circuiti (non è nuovo a questo proposito l’argomento della chiusura del circuito di Monza) e tuttavia esistono tuttora misure e mezzi di sicurezza attiva (sui circuiti) e passiva (sulle vetture) totalmente inadeguati alle situazioni e ai contesti non solo relativi alle gare.

Giornata di gara per altro anche emozionante finché le condizioni meteo e l’assidua presenza della Safety Car in pista lo hanno permesso, e fino alla drammatica notizia di Bianchi (QUI L’ORDINE D’ARRIVO). Dopo un weekend a senso unico per le Mercedes è Hamilton che conferma il predominio delle Frecce d’Argento andando a conquistare il suo ottavo successo stagionale che lo porta a consolidare la leadership in classifica mondiale. Rosberg ha faticato molto per stargli dietro e a mantenere la seconda posizione, causa una vettura – a pari assetto  con quella del britannico – inspiegabilmente sovrasterzante. Benissimo le Red Bull che hanno dato spettacolo con Vettel e Ricciardo, rispettivamente classificatisi al terzo e quarto posto, grazie a una serie di sorpassi. Bene anche Button, quinto, con una McLaren sorprendentemente competitiva. Male invece le Williams con le deludenti sesta e settima posizione di Bottas e Massa, soprattutto considerando le premesse del weekend disattese da un improbabile e inatteso crollo di prestazioni. Disastro assoluto per quanto riguarda le Ferrari: Fernando Alonso costretto al ritiro a pochi metri dalla partenza per un problema elettrico e Raikkonen giunto undicesimo dopo l’ennesima gara incolore.
(Foto: Tumblr)

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