Un Lewis Hamilton in grande spolvero ha conquistato la sua prima vittoria in Malesia (IL REPORT DELLA GARA) dopo aver firmato sabato la pole position (qui la griglia di partenza). Dietro di lui Rosberg e Vettel. Ecco i top e flop della gara di Sepang.

TOP
Hamilton: dopo il ritiro a Melbourne, rialza la testa nel migliore dei modi mettendo in scena un filotto da campione. Libere, pole, vittoria e giro veloce in gara. Dai box gli chiedono di rallentare perché sta andando troppo veloce. Con questa Mercedes (chapeau anche alla casa di Stoccarda, ovviamente) il favorito a (ri)prendersi l’iride è proprio lui.

Hulkenberg: Un rendimento costante e oltre le aspettative. Fa un pit stop in meno e vende cara la pelle ad Alonso. Considerando che guida la Force India e quello che invece porta a casa il suo compagno (Perez, ritirato) si può considerare un mezzo miracolo. Quasi eguagliato il suo miglior risultato di sempre.

Massa: tra i top doveva finire Vettel ma il gesto fatto dal brasiliano nel finale gli vale una menzione. Sentirsi dire in radio, a due giri dalla fine della seconda gara, che il tuo compagno è più veloce di te (tu che sei la punta di diamante del team, ndr) e quindi di lasciarlo passare, è frustrante. Massa non rispetta l’ordine di team e difende a dentri strette la posizione. E fa bene! Se un pilota vale – come pare essere il caso di Bottas – lo decide la pista e non la radio.

FLOP
Ferrari 5,5: se a Raikkonen la dea bendata volta le spalle, Alonso fa il massimo ma senza l’infortunio di Ricciardo sarebbe arrivato quinto. Un po’ poco per una scuderia degna di questo nome. Siamo solo alla seconda gara e qualche progresso dopo Melbourne c’è stato, ora c’è da recuperare il gap da Mercedes e Red Bull. Il mezzo punto in più è solo per il miracolo ai box sulla macchina di Alo durante le qualifiche.

Red Bull: i problemi al flussometro del povero Ricciardo e il pasticcio ai box con la gomma non fissata non sono certamente da F1, per usare un eufemismo. Se ne parla poco ma se la stessa cosa fosse successa a Vettel mentre si giocava il titolo? Dalla figuraccia sono ovviamente esenti Newey e i tecnici dediti allo sviluppo che stanno dando continuità a una vettura che pareva essere sull’orlo del baratro.

Formula 1: ce n’è per tutti tra rombi di motori non pervenuti, regole bizzarre per scienziati e decisioni da scuole elementari. Passi la penalità a Magnussen per il contatto con Raikkonen, Vettel viene “graziato” per la manovra fatta al via che sarebbe punibile ai sensi del regolamento (visto che tra la Mercedes di Rosberg e il limite della pista non pare esserci spazio sufficiente per far passare un’altra monoposto). La penalizzazione di Ricciardo sfiora l’incredibile e lo spettacolo in pista è il grande assente.

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