Sembra una cosa da poco conto, ma non lo è affatto, stiamo parlando della messa in moto di un motore di F1 dell’ultima generazione; un propulsore, pardon, una power unit, in cui l’elettronica ha un ruolo fondamentale e nel quale basta un semplice inconveniente a creare una marea di problemi.

Per questo l’applauso degli uomini McLaren e dei motoristi della Honda, all’accensione del V6 Turbo che spingerà la MP4-30, ha un significato particolare: quello di essere riusciti a far dialogare perfettamente le varie centraline, senza incappare nelle difficoltà riscontrate nei precedenti test di Abu Dhabi.

Chi ricorda tutte le disavventure occorse alla Renault lo scorso anno, sa bene di cosa stiamo parlando; di conseguenza, possiamo dire che un primo passo è stato fatto, ora bisogna capire le reali potenzialità di una power unit tutta nuova, che rappresenta una grande incognita per tutti.

Sarà felice Fernando Alonso, che spera vivamente di avere una monoposto all’altezza delle sue aspettative. Il pilota asturiano infatti, dopo la sfortuna avuta nelle stagioni in cui ha sfiorato il mondiale con la Ferrari, e in seguito al deludente 2014, vuole ripartire il più forte possibile per scrollarsi di dosso il peso del passato.