Se la Dakar 2015 ha visto la giornata di riposo per auto e camion, il 12 gennaio hanno corso solo le moto affrontando la seconda metà della tappa Marathon in una giornata che ha regalato capovolgimenti di fronte in classifica. La pioggia torrenziale ha segnato tutto il percorso, 805 km con una prova speciale di 780 km. La partenza è stata sul deserto salato dove i motociclisti hanno lanciato le moto a velocità impressionanti prima di raggiungere i percorsi tortuosi di montagna per poi finire con un tratto di strada non cronometrata di 284 km. I bikers sono quindi giunti in Cile, dove li ha attesi la discesa finale quasi a picco sul Pacifico di circa 3 km.

Si ritira Botturi e il compagno Metge

La gara è iniziata in salita per Alessandro Botturi, il più accreditato pilota italiano in gara, 11esimo nella classifica generale, è stato costretto al ritiro da noie meccaniche insieme al suo compagno di team, Michael Metge. Oltre all’uscita di scena del duo Yamaha, una caduta ha messo fuori uso anche Gerald Farres, ricoverato in ospedale per un principio di ipotermia. Javier Pizzolito è stato il più veloce al primo check point, raggiunto a una media molto elevata, seguito da Toby Price, Helder Rodrigues e Olivier Pain. Il finale è stato al cardiopalma e ha stravolto la corsa. Gli ultimi chilometri sono stati epici e hanno visto i motociclisti stremati dalla lunghissima speciale corsa in condizioni proibitive.

Barreda crolla, Coma ringrazia

Il successo di tappa è andato a Pablo Quintanilla e alla sua KTM che hanno preceduto Juan Pedrero Garcia (Yamaha) e da Stefan Svitko (KTM). Attardato Marc Coma, solo nono, quanto basta per guadagnare la vetta della classifica dato che il vero incubo lo vive Joan Barreda: lo spagnolo ha accusato un ritardo di tre ore e ora è tagliato fuori dalla vittoria finale. Precipita in sedicesima posizione nella generale, preceduto anche dalla compagna di team Laia Sanz. Migliore italiano in gara è stato Paolo Ceci, seguito da Diocleziano Toia, Matteo Casuccio e Marco Brioschi. Si è invece ritirato il fratello di Marco, Alberto Brioschi, che è incappato nella rottura della moto proprio nel deserto salato.

Il 13 gennaio auto e moto torneranno a correre sullo stesso percorso: li attende la prova speciale di 450 km che da Iquique porta la carovana a Calama.

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