Si chiude nel segno della Spagna la la 36ma edizione della Dakar. Tra le moto trionfo annunciato di Marc Coma su KTM: il veterano iberico conquista il quarto successo personale nel rally raid (dopo i successi nel 2006, 2009 e 2010) dopo il forfait dello scorso anno a causa della rottura dei legamenti della spalla. Un dominio, quello di Coma, confermato dall’un enorme vantaggio sul secondo e terzo classificati: lo spagnolo Jordi Viladoms attardato di un’ora e 52 minuti e il francese Olivier Pain, che accusa oltre due ore. La tredicesima e ultima tappa, la Serena-Valparaiso di 157 km, è andata a un redivivo da Cyril Despres: il francese della Yamaha, campione uscente , ha preceduto lo spagnolo Joan Barreda (Honda) di 2’30″ e Olivier Pain (Yamaha) di 3’10″. Al traguardo anche gli unici due italiani rimasti in gara: Paolo Ceci ha chiuso 19° con la Speedbrain, Luca Viglio 76° con la Beta.

Dalle moto alle auto, sventola sempre la bandiera spagnola con il tribolato successo di Nani Roma su Mini, che conquista uno storico bis dopo aver trionfato 10 anni fa nella categoria moto diventando il terzo pilota a vincere la Dakar sulle due e quattro ruote dopo i francesi Hubert Auriol e Stéphane Peterhansel. Proprio Peterhansel è il grande beffato della corsa dopo la confusione creatasi nel corso della dodicesima tappa quando l’ordine di scuderia del team Mini aveva congelato le posizioni per evitare rischi inutili e conquistare l’intero podio. Ma, ironia della sorte, Roma aveva avuto dei problemi nella tappa successiva (CLICCA QUI PER APPROFONDIRE) e Peterhansel, che aveva iniziato l’ultima tappa con 26″ di vantaggio sullo spagnolo, lo ha lasciato passare negli ultimi km della maratona rispettando i discutibili ordini della casa tedesca.

Il finale di Dakar regala grande suspance anche nei camion: il russo Karginov (Kamaz) e leader della classifica generale, resta attardato per aver soccorso la Mini di Yong Zhou e arriva al traguardo con 12 minuti di ritardo. Sembra fatta per Gérard de Rooy e il suo Iveco: il vantaggio consentirebbe all’olandese di tornare al comando della classifica ma, in base al regolamento, i giudici restituiscono a Karginov oltre cinque minuti che valgono uno storico trionfo. Tra i quad doppietta Yamaha con il successo netto del cileno Ignacio Casale che precede di oltre un’ora e 26 minuti il polacco Sonik e di quasi sei ore l’olandese Husseini. Al traguardo l’azzurra Camela Liparioti, 13esimo posto.

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