La FIVA non è un modello d’auto d’epoca ma una federazione internazionale che riunisce tutti i collezionisti, a loro volta organizzati in coordinamenti locali e nazionali. Per ogni veicolo la FIVA rilascia una “carta d’identità”. Un veicolo d’epoca, che sia da collezione o meno, può avere un valore diverso rispetto ad un altro veicolo dello stesso periodo, anche in base all’eredità culturale che si porta dietro.

Una macchina che abbia superato i vent’anni dall’immatricolazione senza lasciare un segno nella società in cui è stata immessa, ha un valore diverso rispetto ad un’auto d’epoca che “ha fatto la storia”.

Ecco allora che a distinguere un veicolo dall’altro interviene proprio la FIVA, la Féderation Internationale des Véhicules Anciens. Ripercorriamone brevemente la storia.

La FIVA è nata nel lontano 1966 per volere di una serie di organizzazioni che rappresentavano in vari paesi del mondo gli appassionati di vetture storiche. Da allora, la FIVA ha ingrandito le sue dimensioni e si è espasa nel mondo.

Oggi la FIVA conta 85 organizzazioni in più di 62 stati, includendo al suo interno circa 1.500.000 amatori. Il suo obietivo è semplice: salvaguardare la libera circolazione dei veicoli meccanici, che abbiamo più di trent’anni, sulle vie “pubbliche”, rivolgendosi ai loro proprietari, agli amatori e al pubblico in generale.