Siamo stati all’inaugurazione della mostra 100 anni Maserati a Casa Museo Enzo Ferrari. Un’esposizione unica nel suo genere dove sono stati riuniti sotto lo stesso tetto tutti i modelli da strada e da pista che hanno fatto la storia non solo della casa del Tridente, ma anche dell’industria automobilistica italiana.

Lusso, innovazione e sportività nella storia narrata in una rassegna unica al mondo con uno spettacolo immersivo, musica e immagini che con 19 diversi proiettori permettono al visitatore di rivivere i momenti più significativi della storia della casa del Tridente e conoscere i personaggi che l’hanno fatta.

Curatore della mostra, Adolfo Orsi jr., nipote e figlio di Adolfo e Omer Orsi, proprietari della Maserati dal 1937 al 1967. La mostra è organizzata sotto la regia di Antonio Ghini, direttore del Mef, così come del Museo Ferrari Maranello.

All’inaugurazione erano presenti  il CEO della Maserati Harald Wester e il Presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo. Con loro, i cugini Carlo e Alfieri Maserati, rispettivamente figli di Ettore ed Ernesto Maserati.

Abbiamo avuto modo di scambiare qualche battuta con un mito dell’automobilismo sportivo e ospite d’onore Stirling Moss, il pilota britannico che fu pilota della Maserati nelle stagioni di Formula Uno del 1954 -56 e vincitore di alcune tra le gare più prestigiose nella storia del Tridente, come la 1000 km del Nurburgring del 1960 con una vettura sport.

Sir, il ricordo migliore di quel tempo, del tuo, di Maserati?
Sicuramente il Gran Premio D’italia perché i fan che accorrevano erano appassionati e davano una bella sensazione.

Tra queste 22 Maserati qual’è quella che le piace di più?
Sicuramente la 250F. 

Cosa manca alla formula uno di oggi?
Il problema è che le macchine sono molto simili tra di loro e anche lo stile di guida dei piloti ma è ancora emozionante, io la guardo sempre e l’ultima gara del GP Canada credo sia un ottimo esempio che la F1 di adesso può ancora dare emozioni.

E poi il presidente della Ferrari Luca Montezemolo si è rivolto alla platea presente con un “Buona fortuna Maserati” dando il via alla conferenza stampa e, alla domanda “Cosa rappresenta oggi la Maserati?” ha risposto: “Qui si uniscono tre diversi momenti; quello storico quando rilevammo l’azienda come gruppo Fiat-Ferrari, la ripartenza della Quattroporte con l’ingegner Ramacciotti e l’inizio del rilancio con la 4 porte realizzata con Sergio Pininfarina. Oggi è un terzo capitolo con il gruppo Fiat nello stabilimento di Grugliasco con i nuovi modelli, dalla Ghibli, fondamentale per Maserati per diventare un vero concorrente delle grandi case tedesche. La cosa bella di questa azienda è che ha tutto: competenze, management, prodotti e presenza sui mercati per fare una grande crescita. Oggi è fondamentale ringraziare chi ha fatto in modo che questa azienda esista chi la fondata chi la fatta crescere ma è ancora più importante guardare al futuro perchè la Maserati oggi ha tutte le condizioni per avere una straordinaria crescita in tutto il mondo per i prossimi anni. Il museo sarà fondamentale per far conoscere alla nuove generazioni di tutto il mondo e dei paesi che magari non hanno vissuto da vicino la grande storia del passato Maserati”.

E a proposito della Ferrari F1, ” Bisogna ricominciare anche a vincere in F.1; ogni tanto la gente se lo scorda ma siamo stati la squadra che negli ultimi 14 anni ha vinto di più”.

Comune denominatore delle vetture esposte è lo stile. Tra i pezzi forte della mostra ci sono automobili come la Tipo 26, la prima vettura a fregiarsi del marchio Maserati e la V4 Sport Zagato. Non poteva naturalmente mancare la Maserati 250 F vincitrice del Campionato del Mondo di Formula Uno con Juan Manuel Fangio nel 1954 e nel 1957 e la Tipo 60 “Birdcage,” anch’essa tra le macchine guidate da Moss.

Passando alla produzione stradale, tra le vetture esposte ci sono, tra le altre, la prima Maserati stradale, l’A6 1500 del 1947 carrozzata da Pinin Farina, realizzata partendo da un motore da competizione, la 3500 GT del 1957, prima vettura granturismo e “berlina più veloce al mondo,” e la Quattroporte del 1965 appartenuta a Marcello Mastroianni. La mostra resterà aperta al pubblico fino a gennaio 2015.