Alex Zanardi ce l’ha fatta. Ancora una volta. Il campione bolognese porta a termine la leggendaria Kona, tappa alle Hawaii del campionato del mondo di IronMan, la più massacrante tra le gare di triathlon (4km a nuoto, seguiti da 180 in bicicletta e da 42 di corsa). Al debutto assoluto riesce l’impresa di stare sotto le dieci ore chiudendo con il crono di 9h 47’14″, nemmeno due ore in più rispetto al vincitore assoluto, il tedesco Sebastian Kienle, che ha impiegato 8h 14′ e 18″.

Zanardi ha compiuto un’impresa leggendaria non solo perchè senza gambe (a nuoto col solo uso delle braccia, su una handbike per pedalare con le mani e in carrozzella al posto della maratona) ma anche perchè tra pochi giorni compirà 48 anni. Chiudere la gara al 273esimo posto assoluto su 2187 partecipanti e 19esimo su 247 nel suo gruppo di età (45-49) è roba da Guinness dei Primati e da far vedere e rivedere ai ragazzini di tutto il mondo.

Ma Alex si dimostra ancora una volta incontentabile: “Alla vigilia avevo dichiarato di aver posto l’asticella sulle 10 ore, ma in testa volevo andare sotto le nove. Peccato che il vento mi abbia fatto tutti i dispetti possibili” si legge sulla Gazzetta dello Sport. Nella frazione del nuoto ha potuto usare il boccaglio per facilitare la respirazione “anche se ho preso calci e pugni. Perché gli altri riescono a sprintare con le gambe e infilarsi nelle traiettorie libere, invece io le gambe non le ho. Mi hanno sfilato il boccaglio e per rimettermelo ho perso del tempo”.

I problemi sono arrivati anche a causa del vento che lo ha rallentato parecchio: “Il vento è come una salita ed è dove faccio più fatica rispetto agli altri”. Poco male perchè il vero capolavoro Alex lo compie nella maratona, coperta in 2h24’50″, circa sei minuti in meno rispetto alla maratona di New York del 2013: “Considerando che arrivava dopo essermi messo nelle braccia quasi 4 chilometri a nuoto e 180 in bici e che non mi allenavo sul mezzo da un bel po’, è un ottimo risultato. Quegli ultimi 300 metri sono la cosa più bella che mi sia successa e a me di cose ne sono accadute molte. Ero sull’orlo delle lacrime e non capita spesso”. 

Appena arrivato al traguardo, Zanardi si affida a Twitter: “Che sensazione: migliaia di persone che ti applaudono sul traguardo e lo speaker che grida nel microfono ‘Alex Zanardi, tu sei un Ironman”. Alex festeggia rituffandosi nella baia, dove all’alba era iniziata una giornata memorabile. L’ennesima pagina incredibile di un campione senza fine.

(foto sito ufficiale Alex Zanardi)

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