Alex Zanardi è diventato un IronMan completando la più massacrante tra le gare di triathlon (QUI I DETTAGLI). E’ stato vicino alle lacrime nonostante sia un campione che non si emoziona spesso. Quello che fa spesso, invece, è recriminare e non accontentarsi mai. Forse senza questi ingredienti non sarebbe diventato il leggendario campione che è. Voleva scendere sotto le dieci ore e nella sua testa sapeva di potercela fare e ora sente di non avere fatto in pieno il suo dovere:La risposta sarà sempre no, è l’unico modo per migliorarsi. Mi sono convinto che se uno si prepara bene e trova il sabato perfetto, è possibile arrivare davanti a tutti anche persino ai professionisti normodotati” racconta alla Gazzetta dello Sport.

Zanardi guarda sempre al futuro perchè il passato rappresenta soltanto un’esperienza che ti arricchisce e di cui fare tesoro: “Quando stringevo la medaglia d’oro a Londra ero felice, ma già un po’ triste perché quel viaggio lo avevo ormai messo alle spalle - confessa ancora alla rosa -. E c’era da pensare al futuro”. Il suo è fatto di sogni: “Vorrei che fra qualche anno mio figlio 16enne si appassionasse a qualcosa nello stesso modo in cui lo faccio io. E poi spero di potermi ripetere ai Giochi di Rio nel 2016“. Ma i sogni di Zanardi sono anche le sue imprese più estreme: Correre la 500 miglia di Indianapolis e andare nello spazio”. Prima Alex volerà a Zolder il prossimo weekend con la BMW Z4 nel campionato GT Blancpain. Per realizzare tutti i sogni c’è ancora tempo.