Yamaha festeggia al Goodwood Festival of Speed insieme a Valentino Rossi, accolto come un eroe nella sua prima kermesse britannica dopo l’incredibile vittoria di Assen. Il pilota della Yamaha ha mandato in delirio i tifosi al suo passaggio in sella alla M1 con una speciale livrea gialla, bianca e nera, molto simile a quella utilizzata dal pesarese e da Colin Edwards in occasione del 50esimo anniversario della casa dei Tre Diapason al Raceway di Laguna Seca. Valentino è stato invitato da Charles Gordon-Lennox, conosciuto come Lord March, aristocratico britannico, proprietario della Goodwood House. Il nove volte campione del mondo ha girato a Goodwood insieme ad altre leggende del motociclismo come Kenny Roberts, Giacomo Agostini e Phil Read.

“È stato un weekend incredibile – ha detto Rossi -. È la prima volta qui al Festival of Speed ​​di Goodwood. Sapevo dell’evento perché ho visto i video, ma non ero mai stato lì prima ed è ancora più impressionante di quanto immaginassi. C’erano tantissimi tifosi e appassionati ma anche un sacco di piloti famosi, driver e altri VIP che regalavano un grande atmosfera, soprattutto quando ho guidato la mia Yamaha YZR-M1 su e giù per la Hillclimb. Per Yamaha Motor entrare a far parte della storia del motorsport e aver raggiunto così tanti traguardi è molto speciale e qualcosa di cui essere orgogliosi. Ho passato dei grandi momenti qui ed è qualcosa che non dimenticherò mai!”.

Oltre alla Yamaha YZR-M1, erano presenti anche la RD56 del 1965 di Read, la YZR500 OW23 del 1975 di Agostini e la YZR750 OW31 del 1978 di Roberts. Dopo la parata, Rossi è stato intervistato da Goodwood TV sul balcone della villa di Lord March prima di incontrare il pilota di F1 Nico Rosberg a pranzo. Il Dottore ha concluso la sua prima esperienza a Goodwood onorando il tema di quest’anno della manifestazione, ‘Flat-Out and Fearless: Racing on the Edge’. Rossi ha quindi guidato una vettura storica della 24 ore di Le Mans e un’auto da rally. Tra meno di due settimane tornerà la MotoGP con la gara del Sachsenring.