Le riviste che si occupano di motori e di Formula 1 in questi giorni sono impegnate nella descrizione del percorso di Abu Dhabi ma lasciano spazio anche alla vita dei piloti.Autosprint, per esempio, dedica uno speciale a Mark Webber che ha saputo conquistare con il suo carisma i leader della Red Bull. Un pilota che arriva dritto dritto dall’Australia con un bagaglio di tutto rispetto. Si parla di valori ed emozioni.

Sono ormai 10 anni che bazzica nella Formula 1 ma il suo ricordo più grande è legato al Gran Premio di Montecarlo, ad uno dei suoi primi viaggi con il papà ma senza il becco di un quattrino. In fondo dopo tanti anni non si è ancora abituato alla vita da vip.

Dice di essersi adeguato ad una serie di convenzioni e di accettarle perché fanno parte del mestiere ma poi sono le sue radici ciò che lo tengono saldo al terreno. Dice di avere una famiglia formidabile. Basta pensare che sua moglie è una manager.

Il giornalista che ha realizzato l’intervista chiede a Webber come mai sia stato colpito dalla morte di Simoncelli che non conosceva di persona. Max dice di essere stato colpito dall’incidente e dai particolari che l’hanno trasformato in tragedia, tra cui la giovane età di Sic.