Ci sono pochi eventi che fanno capire quanto la passione per la moto sia radicata nel cuore degli appassionati. Il World Ducati Week è sicuramente uno di questi, come abbiamo potuto vedere presso il circuito di Misano durante il weekend del raduno. L’edizione 2018 si è confermata da record con ben 91.596 presenze da tutto il mondo. Noi abbiamo visto Ducatisti provenienti dall’Australia e dalla Cina, a riprova di come il mito Ducati sia apprezzato in tutti i continenti.

In occasione di questa vera e propria festa della Rossa di Borgo Panigale, abbiamo incontrato Stefano Cecconi, amministratore delegato di Aruba.it, per una chiacchierata sul futuro del team di Superbike. E non solo.

Ci siamo visti durante il weekend di Misano, in cui siete arrivati secondi con Chaz Davis in gara 1 e terzi con Melandri in gara 2. Quali sono le prospettive per la stagione in corso?

Questa stagione sapevamo che sarebbe stata difficile. Lo abbiamo detto fin dall’inizio perché con il cambio di regolamento sapevamo che saremmo stati penalizzati, così come altri team. In particolare, sapevamo che 500 giri ci avrebbero fatto male e quindi abbiamo dovuto lavorare tanto per riconfigurare il motore secondo il regolamento. Attualmente siamo secondi in classifica – c’è stato anche qualche episodio sfortunato – ma ovviamente il nostro obiettivo è essere primi. Non ci siamo ancora arresi e nelle ultime quattro gare cercheremo di fare il meglio. Finché la matematica non è definitiva, noi continuiamo a sperarci. In generale, siamo relativamente soddisfatti di questo campionato.

Per quanto riguarda la prossima stagione invece?

E’ già partito il lavoro in ottica del prossimo anno. Come detto quest’anno dobbiamo affrontare la sovrapposizione dello sviluppo del vecchio V2 con quello del nuovo V4. Quindi doppio lavoro per gli ingegneri di Ducati. Il V4 dovrebbe essere uno step di sviluppo più avanti rispetto alla moto che stiamo usando attualmente in termini di competitività. Non avremo più scuse, perché con pari cilindrata e pari frazionamento non ci sono più differenze di impostazione tecnica.

Appena pochi giorni prima della World Ducati Week, Chaz Davis è stato vittima di un infortunio in allenamento, che lo ha costretto ad un intervento alla clavicola. Questa situazione potrebbe condizionare le prossime gare?

Pensiamo di no, perché la frattura della clavicola è un infortunio non critico per un pilota e per fortuna la prossima gara sarà a metà settembre. Quindi c’è tutto il tempo di recuperare non solo dalla frattura ma anche per riprendere la forma fisica che potrebbe andare a perdere a seguito dello stop forzato. Non lo vedo come un problema per la stagione. Se fosse successo solo un mese prima sarebbe stato molto peggio.

Alla Ducati Week avete lanciato il nuovo prodotto Swite. Di cosa si tratta?

Dopo 20 anni nel web italiano, ci siamo accorti che c’era una fetta del mercato che rimaneva scoperta dai prodotti esistenti, cioè tutti coloro che utilizzano i social ma che non riescono a crearsi un sito web, sia per mancanza di competenze specifiche, sia perché non intendono investirci cifre elevate. Per questa fascia del mercato abbiamo pensato ad un prodotto semplice che possa aumentare la visibilità dando al cliente un biglietto da visita diverso attraverso un sito internet. Abbiamo trovano una start-up che faceva esattamente questo e quindi l’abbiamo acquisita nel gruppo e a partire da lì abbiamo sviluppato il servizio. Il risultato è che si può creare un sito web in meno di un minuto, perché basta semplicemente collegare gli account social. Allo stesso tempo è possibile filtrare i contenuti, ad esempio se vogliamo evitare che le foto personali finiscano sul sito della propria attività. Una volta installato, Swite prende i contenuti dai propri profili social completamente in automatico, senza dover far nessuna operazione sul sito.

Dopo tre anni di gestione diretta del team Ducati-Aruba.it. Quali sono i pro e i contro di questa scelta?

Noi come abitudine abbiamo la tendenza a fare tutto da soli. E’ da questo modus operandi che vengono molti dei nostri servizi: siamo partiti come dial up e ci siamo costruiti la nostra rete, poi siamo passati all’hosting e ci siamo costruiti il data center e in questo modo siamo entrati nel settore dei server dedicati, sulla PEC abbiamo fatto noi il software. Con la firma digitale siamo entrati nella tecnologia smart card e da lì abbiamo iniziato a produrre tessere sanitarie. Così anche nel mondo sportivo, volevamo creare un nostro team privato, poi abbiamo trovato un accordo con Ducati e siamo partiti in maniera soft, ma oggi abbiamo la gestione del team. E’ sicuramente un rischio perché i costi certi – anzi, spesso il budget viene sforato – ma a livello di immagine il ritorno è sicuramente diverso rispetto ad un semplice sponsor. Se arrivano dei risultati, possiamo prenderci parte del merito. Viceversa, se non arrivano i risultati, nonostante gli investimenti fatti, siamo parte del demerito. Fortunatamente per adesso abbiamo fatto dei campionati dignitosissimi in cui siamo arrivati secondi, pur puntando sempre al titolo.

Qual è il rapporto con il mondo Ducati e i Ducatisti?

Ormai siamo in simbiosi. Il legame è molto stretto quindi dovevamo partecipare al World Ducati Week con una presenza importante. I Ducatisti sono un valore eccezionale che Ducati ha e che noi abbiamo il privilegio di condividere, essendo ormai parte della famiglia. In più, abbiamo deciso di presentare Swite ai Ducatisti, perché i club e le associazioni legate al mondo Ducati in tutto il mondo hanno dei siti web e possono essere interessati ad un servizio come il nostro. Stiamo facendo un esperimento per vedere se riusciamo a portare un po’ di IT nel mondo della Rossa di Borgo Panigale.