Con lo sviluppo di un nuovo sistema di sicurezza in grado di localizzare le vie di fuga per evitare le collisioni, Volvo Cars ha fatto uno degli ultimi passi che consentiranno la realizzazione del suo massimo obiettivo, ovvero azzerare entro il 2020 il numero di vittime o persone gravemente ferite a seguito di incidente in una nuova Volvo. Nel mese di dicembre si concluderà infatti il progetto quadriennale “Non Hit Car & Truck”, il penultimo sforzo prima di passare allo sviluppo di quello che sarà il coronamento di un lungo percorso per il miglioramento della sicurezza ovvero le tecnologie di fusione dei sensori di prossima generazione che consentiranno di avere una visuale a 360° all’esterno dell’automobile.

Un’impareggiabile visuale a 360° attorno all’auto grazie alla fusione dei sensori. Una delle sfide del progetto è stata la realizzazione di un unico sistema di rilevamento che integrasse i numerosi sensori installati sul perimetro della vettura – cosa che non era mai riuscita in precedenza. Ciò ha richiesto lo sviluppo di una struttura centralizzata per la Fusione dei Sensori che consentisse ai diversi dispositivi tecnologici – telecamere, radar, apparati LIDAR, GPS, ecc.— di condividere le informazioni in modo efficiente. Grazie a questa struttura, il sistema riesce a fornire una panoramica completa a 360° del contesto circostante e a individuare qualsiasi oggetto potenzialmente pericoloso che i conducenti non sarebbero altrimenti in grado di vedere. Concentrandosi su sensori automobilistici realizzabili, il progetto ha consentito di fare un enorme passo in avanti verso l’implementazione di questa nuova tecnologia nel futuro più prossimo.

Individuazione di vie di fuga che evitino la collisione – valutazione dei pericoli. La vista a 360° è ottimizzata grazie a un generatore di manovre, una nuova funzione di sicurezza che utilizza un software specifico per l’individuazione di vie di fuga che possano evitare la collisione in tutti gli scenari di traffico. Il sistema, che opera effettuando un’analisi costante dei pericoli presenti attorno alla vettura, può persino fornire assistenza a chi guida attraverso la frenata e la sterzata automatica. Per meglio illustrare l’interazione fra il sistema che consente una visuale a 360° e il generatore di manovre, sono stati realizzati due veicoli di prova nell’ambito del progetto.

Una tappa importante in funzione di Vision 2020 e per le auto con guida autonoma. “Volvo Cars è decisamente in prima linea quando si tratta di promuovere attività di ricerca e sviluppo per la sicurezza attiva, e con il progetto Non­Hit Car & Truck abbiamo fatto un importante passo avanti verso la realizzazione del nostro obiettivo ultimo, ovvero l’azzeramento del numero di vittime o di feriti gravi a seguito di incidente in una nuova Volvo entro il 2020. La tecnologia è anche fondamentale per lo sviluppo delle automobili con guida autonoma, che saranno in grado di sterzare e frenare automaticamente per evitare la collisione con qualunque ostacolo, in qualsiasi situazione. Il nostro obiettivo primario è quello di concentrarci sull’impedire il verificarsi di diverse tipologie di scenari d’incidente. In futuro continueremo anche a lavorare per la realizzazione di automobili in grado di adattarsi al comportamento specifico di ciascun automobilista”, spiega Anders Almevad, Responsabile del Progetto “Non­Hit Car” presso Volvo Cars.

Il progetto ‘Non­Hit Car & Truck’ in breve. Il progetto Non­Hit Car & Truck, un’iniziativa finanziata con 80 milioni di SEK (Corone Svedesi) che è stata avviata da Volvo Cars e altri gruppi partner nel settembre del 2010, si concluderà a dicembre 2014. Il progetto rientra nelle attività a supporto della visione di Volvo Cars per il futuro automobilistico, che prevede che entro il 2020 non vi siano più vittime o feriti gravi a seguito di incidenti a bordo di una nuova Volvo. L’obiettivo primario del progetto è stato lo sviluppo di tecnologie che riducano il rischio d’incidente sia per le autovetture sia per i veicoli commerciali. I partner del progetto includono: Volvo Cars, AB Volvo, ÅF (sviluppo fusione dei sensori), HiQ (sviluppo fusione dei sensori, valutazione pericoli), Mecel (fornitore sensori) e la Chalmers University of Technology (sviluppo fusione dei sensori, adattamento al comportamento del guidatore). Il progetto “Non­Hit Car & Truck” è collegato al SAFER ­ Centro Studi sulla Sicurezza del traffico e dei veicoli.

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