Da più di un anno la Volvo sta sperimentando su strade normali la tecnologia di recupero dell’energia cinetica tramite volano, il cosiddetto Kers adottato inizialmente dalle monoposto di Formula 1 e successivamente anche da alcune case che partecipano alla 24 ore di Le Mans.

Ovviamente nell’uso cittadino cambiano gli obiettivi: qui l’ottica privilegiata è quella di diminuire i consumi di carburante e le conseguenti emissioni inquinanti. La casa svedese ha montato questo dispositivo ad un motore frazionato su quattro cilindri e sovralimentato da una turbina. Il volano è costruito in fibra di carbonio, pesa 6 Kg e ha un diametro di 20 centimetri. Viene installato sull’asse posteriore. Durante le decelerazioni, l’energia delle frenate fa girare il volano fino a 60.000 giri al minuto. Contemporaneamente viene spento il motore a combustione. Nel momento in cui si preme nuovamente l’acceleratore, una trasmissione speciale trasferisce alle ruote posteriori l’energia così recuperata.

Si tratta di energia utile a muovere l’auto per brevi periodi. Poiché l’accumulazione di questa energia ha una breve durata, il sistema fornisce il massimo dell’efficienza attraverso ripetute procedure di frenata e ripartenza. Di conseguenza l’uso nel traffico cittadino è la destinazione più logica. I tecnici Volvo hanno calcolato che in questo modo diventa possibile spegnere il motore termico per la metà del tempo di guida, misurato nei test europei sul ciclo combinato.

Tuttavia la prestazione pura non è necessariamente penalizzata. L’energia recuperata dal volano può essere usata anche in combinazione col motore termico. Questo significa disporre di circa 80 cavalli extra in accelerazione. L’auto usata per i test, una S60, ha fatto registrare accelerazioni da 0 a 100 Km/h in 5″5.

Qui sotto un video in grafica computerizzata che illustra il funzionamento del Kers.