Tempi duri per la Volkswagen, ormai nell’occhio del ciclone della stampa e sotto la lente della giustizia americana. Si parla di risarcimenti record, di fiducia tradita nei confronti dei clienti, ma adesso, dagli USA arriva una notizia choc e riguarda la salute.

In pratica, secondo uno studio della celebre MIT di Boston e dell’università di Harward, poi pubblicato su Enviromental Research Letters, il software incriminato potrebbe trasformarsi in un software killer per almeno 60 persone, in quanto contribuirebbe direttamente a 31 casi di bronchite cronica e a 34 ricoveri a causa di complicazioni respiratorie e cardiache.

Una bella tegola per il Gruppo tedesco, che, oltre tutto, secondo il principale esecutore della ricerca, ovvero il professor Steven Barret, potrebbe aiutare gli enti che stanno lavorando alla questione, a stimare nella maniera migliore gli effetti del comportamento del Brand teutonico, quantificabile in una spesa sanitaria di ben 450 milioni di dollari.

Al fine di verificare le conseguenze dell’inquinamento extra creato dai 482 mila veicoli incriminati, sono stati ricostruiti tre esempi differenti. Il primo considera la situazione attuale, ovvero quella nella quale tutte le auto in questione hanno già emesso più agenti inquinanti del consentito nell’atmosfera. Il secondo riguarda uno scenario differente, nel quale i veicoli con il software truccato vengono ritirati entro fine 2016; mentre il terzo, ancora più tragico, è relativo alla possibilità che queste auto continuino a circolare senza essere sostituite con vetture meno inquinanti.

Ebbene, i risultati son inquietanti: ritirando tutte le auto Volkswagen coinvolte entro la fine del 2016, 130 persone potranno evitare di morire con 10 o 20 anni d’anticipo. Mentre, se non verranno presi provvedimenti, altre 140 persone verranno uccise dalle emissioni; fortunatamente, due terzi di questi decessi potrebbero essere evitati ritirando rapidamente le auto dal mercato entro il prossimo anno. Un comportamento saggio, in quanto consentirebbe anche di risparmiare 840 milioni di dollari di spese sanitarie e sociali.