Le risposte tedesche alla crisi economica. Dal 2007, quindi poco prima dello scoppio della bolla immobiliare-bancaria americana che ha dato inizio al disastro attuale, la forza lavoro del gruppo Volkswagen è aumentata di 225mila unità. Altro che disoccupazione: si tratta di un aumento del 70%. In realtà questa cifra non è interamente dovuta ad una crescita occupazionale pura: i nuovi posti di lavoro sono stati 100mila (certamente non da disprezzare), mentre gli altri 125mila sono inclusi nelle aziende acquisite in questo periodo dal colosso di Wolfsburg (Man, Scania, Porsche, Ducati). Alla fine di novembre 2012 il gruppo Volkswagen contava complessivamente 550mila dipendenti (di cui 249mila in Germania), inclusi i 16mila apprendisti.

E i risultati non ne hanno risentito. Nell’ultimo rapporto finanziario, relativo al periodo gennaio-settembre 2012, il fatturato è salito del 24% (144,2 miliardi di euro), e l’utile netto è aumentato del 47% (20,2 miliardi). La quota di mercato mondiale delle automobili è rimasta stabile al 12,6% (contro il 12,3%).