La notizia relativa alle manipolazioni delle emissioni di Co2 da parte della Volkswagen ha fatto il giro del mondo e nell’ambiente automobilistico non si parla d’altro, così il l’amministratore delegato, Martin Winterkorn è uscito allo scoperto, attraverso delle dichiarazioni che non lasciano dubbi.

“Sono personalmente desolato di aver deluso la fiducia dei nostri clienti e dell’opinione pubblica. Per il consiglio di amministrazione e per me personalmente questi eventi hanno la più alta priorità. Volkswagen non consente violazioni di regole e leggi di alcun tipo. Lavoriamo con le istituzioni competenti per poter chiarire nel modo più trasparente veloce e esaustivo possibile i fatti”.

Intanto negli Usa si punta il dito sul colosso tedesco, tanto che la Casa Bianca è “abbastanza preoccupata”, in Germania si trincerano dietro un no comment che sa di mea culpa, e in Italia potrebbe Rete Consumatori e Codacons si preparano ad una battaglia legale, con la prima che ha già annunciato una class action.

Insomma,  il raggiro sulle emissioni relative al mercato americano ed alle auto a gasolio potrebbe portare a sanzioni pesanti, tanto che il sito di Spiegel parla addirittura di 18 miliardi di dollari da pagare, un danno che si aggiungerebbe ai 12,9 miliardi di euro andati in fumo alla Borsa di Francoforte con il titolo a picco dopo lo scandalo.

Ma considerato l’atteggiamento di apertura mostrata dalla Volkswagen, e l’ammissione, forse strategica, da parte di Winterkorn, il totale delle sanzioni, potrebbe ridursi solamente ad 1 miliardo di dollari. Tuttavia rimane lo scandalo e la fiducia tradita da parte di un Brand che aveva puntato tutto sulla sua immagine di solidità e su campagne pubblicitarie in cui sbandierava dati veritieri con orgoglio teutonico.

Vedremo cosa succederà, come reagiranno i mercati e, soprattutto, quale sarà l’entità del danno per la Volkswagen, che a questo punto dovrà dire addio al primato delle vendite nel 2015, considerato che il gradimento sul mercato Usa, molto importante per il colosso tedesco, risulta decisamente compromesso, almeno per qualche mese.