Nella storia dell’auto merita di sicuro un posto di rilievo, si tratta della Volkswagen Golf, la compatta per eccellenza, dal lontano 1974 regina della categoria e capostipite persino delle vetture sportive da usare a tutto tondo come la mitica GTI.

Ebbene, nonostante la Golf VII, ovvero il modello attuale, sia particolarmente riuscito, dopo aver tolto il sonno, per sua stessa ammissione, al designer italiano Walter De Silva, adesso, a Wolfsburg, secondo i rumors delle ultime ore, starebbero pensando di cambiarla entro il 2017 con un modello più innovativo e decisamente proiettato al futuro.

Insomma, a quanto pare, nonostante non sia ancora arrivato il consueto restyling di metà carriera, ai piani alti della Volkswagen starebbero valutando di rivoluzionare la loro compatta per eccellenza accorciandole la vita commerciale di 1 anno.

Ma quale motivazione potrebbe celarsi dietro a questa considerazione? Di sicuro l’avanzata tecnologica delle concorrenti, in primis la nuova Opel Astra, decisamente un passo avanti con il sistema OnStar che offre una serie di servizi legati alla connettività fino a qualche tempo fa lontani dall’immaginario collettivo.

Anche la nuova Renault Megane ha fatto segnare un deciso passo avanti a livello di dotazioni e tecnologia, mentre altre concorrenti sembrano aver recuperato terreno da tempo, come la Peugeot 308, decisamente curata sotto il profilo della finitura e senza nessun timore reverenziale dal punto di vista dinamico.

Ci vuole una svolta dunque, una virata netta e decisa, che consenta alla Golf di tornare ad essere il punto di riferimento della categoria e perché no, per far dimenticare lo scandalo del dieselgate, che l’ha colpita insieme ad altri modelli del Gruppo teutonico.

Così, la linea dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, rompere con la tradizione, essere più decisa e audace, magari più aggressiva, eliminando quel family feeling rassicurante ma poco innovativo delle ultime generazioni.

Inoltre, il passo dovrebbe aumentare in modo considerevole, si parla di circa 10 cm, e questo sarebbe una manna per le gambe dei passeggeri posteriori, ma consentirebbe anche altre possibilità nella collocazione di batterie per la variante ibrida o delle bombole destinate alle versioni con doppia alimentazione. Insomma, si andrebbe a garantire spazio interno e nel bagagliaio senza perdere troppo dal punto di vista della capacità di carico e, inoltre, si potrebbe giostrare al meglio la distribuzione dei pesi.

Fine carriera invece per la versione a 3 porte, sempre meno richiesta e destinata, per lo più, alle varianti sportive. Così, proprio come l’Astra, non ci sarà questa possibilità nel listino della nuova Golf, una scelta praticata anche dalla Megane.

Curato e di sicuro di grande impatto, l’infotainment, visto che gli sviluppi, mostrati da Audi al CES, sono quasi pronti, e chissà se, almeno in parte, la nuova Golf non potrà beneficiarne. A tutto questo poi, si aggiungerà una robusta cura dimagrante, perché il peso oggi è determinante per contenere emissioni e consumi.

Insomma, tra circa un anno potremo vedere una Volkswagen Golf cambiata, inedita e di sicuro innovativa: ma sarà in grado di mantenere lo scettro di regina della categoria?