Lo scandalo legato all’inganno protratto da Volkswagen negli Stati Uniti inizia ad avere delle ripercussioni anche in Europa, con la Francia che chiede l’apertura di un’inchiesta europea.

Dopo il caos a stelle e strisce, dunque, ecco che anche il Vecchio Continente si scaglia contro la casa tedesca, rea d’aver “manipolato” i dati relativi alle emissioni inquinanti dei suoi motori diesel dal quale è partito lo scandalo.

Il ministro francese delle Finanze, Bernard Sapin, vuole il pugno duro nei confronti dell’azienda teutonica e rilancia l’apertura di un’inchiesta europea sulla casa di Wolfsburg: “Per rassicurare i cittadini – le sue parole a Radio Europe1 – servono controlli anche sugli altri costruttori europei”.

Secondo Bloomberg anche in Germania potrebbero esserci degli sviluppi con un’inchiesta, anche se per ora si tratta solo di rumors non confermati. Certo è che si tratta di un duro colpo da digerire per Volkswagen, che puntava alla posizione numero uno nella speciale classifica dedicata alle case auto più performanti in termini di vendite, dominio per ora mantenuto da Toyota anche se, i primi mesi del 2015, avevano notato il sorpasso di Vw.

Anche il governo coreano si è mosso, convocando i vertici locali della Volkswagen: “Abbiamo invitato i rappresentanti e gli ingegneri della Volkswagen per un incontro al ministero nel pomeriggio – ha detto il vice ministro Park Pan-Kyucominceremo a svolgere dei controlli al più tardi ad ottobre ed annunceremo i risultati alla fine di novembre”.

Sotto la lente d’ingrandimento sono finiti la Volkswagen Jetta, la Golf e l’Audi AG A3 sedan.