Il caos mondiale causato dalla truffa legata ai valori falsati delle emissioni inquinanti dei motori diesel continua a creare danni a Volkswagen; ora, infatti, dopo gli Stati Uniti è il tempo dell’Europa, pronta ad aderire alle vie legali o perlomeno ad iniziare ad indagare sulla casa di produzione tedesca.

Ovviamente questo quadro non poteva che avere conseguenze anche in Italia; il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti ha chiesto rassicurazioni al ramo italiano dell’azienda per garantire il rispetto della normativa in materia di emissioni e inquinamento aria: “Qualora necessario – ha comunicato Galletti – potremmo assumere iniziative quali il blocco delle vendite e il ritiro dei veicoli commercializzati”.

Dopo una due giorni in borsa dove il titolo Volkswagen ha perso qualcosa come 30 miliardi di euro di valore, questo nuovo brusco stop potrebbe essere davvero deleterio, in quanto a catena anche gli altri paesi potrebbero presto decidere di mettere un freno alle vendite dei veicoli Volkswagen.

Nella giornata di ieri era rimbalzata la notizia che il governo tedesco sapesse del software utilizzato per manipolare i dati sulle emissioni dei gas di scarico, ma per ora non ci sono conferme a riguardo. Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi: “E’ un quadro di grande gravità e preoccupazione, i ministri Galletti e Del Rio, competenti sulla materia, hanno già chiesto informazioni alle aziende sulle possibili ripercussioni e contagi sul mercato italiano – le sue prime parole – si tratta di un grande gruppo industriale per la Germania e anche per l’Italia. Considerando il ruolo fondamentale dell’automobile per l’industria italiana e che la Volkswagen è il secondo produttore mondiale è fondamentale che sia fatta chiarezza anche per verificare quali possano essere le ripercussioni in Italia”.

Intanto si è riunito il Consiglio di sorveglianza a Wolfsburg, in una sede mantenuta segreta: l’ad Winterkorn si è dimesso, ma è chiaro che rimangono ancora molti nodi da sciogliere.