Continua il momento nero della Volkswagen che, dopo lo scandalo del dieselgate, anzi, a causa dello scandalo delle emissioni, adesso si ritrova indagata, in Germania, per evasione fiscale. La faccenda è piuttosto complicata e potrebbe rappresentare l’ennesima tegola per il Gruppo teutonico.

Infatti, la Volkswagen, proprio per via dei valori di Co2, più bassi rispetto a quelli fissati dai limiti di legge, in Germania, ha goduto di agevolazioni che le hanno consentito di ottenere sostanziose riduzioni a livello tributario. Agevolazioni, che poi, in virtù di quanto è stato riscontrato, sarebbero, il condizionale è d’obbligo, indebite.

L’attenzione delle autorità tedesche è rivolta su 5 sospetti, tutti dipendenti del Gruppo teutonico, che potrebbero essere incriminati anche di frode, come è stato svelato da Automotive News nella sua edizione europea.

Insomma, la situazione diventa sempre più complessa, e aggiunge altre 800.000 vetture agli 11 milioni di auto implicate nel dieselgate, il tutto potrebbe portare all’esborso di circa 2 miliardi di euro, una cifra enorme, soprattutto se aggiunta ai 6,7 miliardi previsti per far fronte al già ampiamente citato dieselgate.

Vedremo come andrà avanti la faccenda, di sicuro, tutto questo polverone non gioverà al mercato del Gruppo tedesco, e toglierà fondi per lo sviluppo di nuove idee commerciali. Forse costringerà il Colosso teutonico a fare dei tagli più incisivi del previsto, e, di sicuro, a rivedere i piani a breve termine.

Chiaramente, la lotta del primato delle vendite con la Toyota passa, inevitabilmente, in secondo piano, visto che la vicenda delle emissioni diventa sempre più complessa e si allarga a macchia d’olio ad altri aspetti, in questo caso quello fiscale, divenendo più lontana dalla conclusione di quanto si potrebbe pensare.

Intanto, il contraccolpo psicologico che si abbatte sui consumatori va minare la reputazione di un Gruppo che vanta anni di successi, grazie ad una politica che ha sempre messo la soddisfazione del cliente al primo posto.