Volkswagen Golf festeggia 40 anni. In grande stile. Al Motor Show di Bologna sono state esposte le sette generazioni del modello-icona della casa di Wolfsburg. Chiusa la kermesse felsinea, le Golf si sono trasferite presso la Stazione Leopolda di Firenze, dove il 16 dicembre è stata organizzata una mostra per festeggiare l’anniversario di un’auto scelta da 2,4 milioni di italiani. Una mostra che ripercorre i 40 anni del modello durante 40 anni di storia d’Italia che VW suddivide in quattro differenti puntate.

Anni Settanta: Giugiaro e la prima generazione

Nel 1974 la Volkswagen interrompeva la produzione di una delle auto più vendute al mondo: il Maggiolino. C’era bisogno di qualcosa di nuovo, un’auto in grado di guardare al futuro e che rispondesse a nuove esigenze. Kurt Lotz, a capo di un’industria in cerca di rilancio, voleva una vettura compatta, senza essere un’utilitaria, spaziosa dentro e piccola fuori, piacevole da guidare e da possedere. Volkswagen chiese allora la consulenza del maggior esperto di auto di quel segmento: Giorgetto Giugiaro. Il designer italiano progettò un’automobile che racchiudeva in sé i valori storici del marchio (solidità, affidabilità, concretezza) e ci aggiunse un design italiano e moderno a due volumi e un’architettura opposta a quella che era stata la tradizione Volkswagen. Trazione e motore anteriore liberavano spazio all’interno dell’abitacolo per gli occupanti del veicolo. A soli due anni dalla commercializzazione, venne celebrato il traguardo del primo milione di Golf vendute nel mondo. Motori di varie cilindrate e prestazioni, interni diversi a seconda della versione e carrozzeria non solo due volumi ma anche cabriolet (1979) che conquistarono migliaia di clienti in Europa e soprattutto negli USA, insieme alle sportive GTI (1976), proiettate in avanti, per una società che stava cambiando velocemente. Anche l’Italia vive un decennio di grandi cambiamenti: i referendum per divorzio e aborto, i diciottenni acquisiscono diritto di voto e l’emancipazione femminile è al suo culmine mentre il Paese si muove e va in vacanza come mai era accaduto prima. La Golf è un’auto trasversale, desiderata da categorie di persone molto diverse tra loro: diviene la seconda auto dei benestanti ma anche un’auto per famiglie desiderose di qualcosa di nuovo e soprattutto l’auto dei giovani che ne colgono l’innovazione e la sintesi. La produzione non riesce a soddisfare tutte le richieste.

Anni Settanta: Golf II e GTI in pieno edonismo 

Il 1983 è l’anno della seconda serie della Golf. L’Italia usciva velocemente da anni duri di conflitti sociali molto aspri e la società aveva voluto un forte cambiamento. I primi anni ’80 sono gli anni della sintesi in cui la voglia di mantenere le libertà acquisite si sposa con il desiderio di passare ad una fase nuova, più edonistica, personale, privata. Nasce il total look, si afferma l’uso delle griffe e la voglia di apparire. Non a caso la Golf Cabriolet, nata nel ’79, diventa in pochi anni l’auto scoperta più venduta del segmento. Le aspirazioni private iniziarono ad essere irriducibili e la sigla di 3 lettere GTI, poi adottata da molte altre case, diviene un marchio quasi a sè stante che identifica immediatamente la Golf. Solo nel 1987 saranno 108.000 le Golf vendute: mai se n’erano vendute tante e mai più accadrà in seguito.

Anni Novanta: Golf cambia la percezione del diesel

Nel 1992 Golf viene eletta Auto dell’Anno. Iniziano i primi spot che sfidano pubblicamente il modello: all’esterno del Motor Show 2003 campeggiava minaccioso un tabellone pubblicitario di un’altra concorrente “Golf ti aspetto fuori”. Nei primi anni Novanta inizia un processo di percezione più matura nei confronti dell’automobile: la prestazione pura, lascia spazio a bisogni diversi, primo fra tutti l’impatto che le automobili hanno sull’ambiente. E’ del 1992 l’introduzione della normativa antinquinamento Euro 1 e nel 1993 per la prima volta vengono chiuse alla circolazione 11 città italiane a causa dello smog. Sulla Golf nel 1984 erano stati montati i primi catalizzatori, nel 1991 il catalizzatore ossidante e nel 1993 entrano in scena i motori Diesel ad iniezione diretta TDI per rispondere alla richiesta di sempre maggiore efficienza dei motori e quella a gasolio diventa l’opzione sportiva a bassi consumi per i giovani dell’epoca. La Golf Diesel da 70 e poi da 80 CV (grazie all’intercooler) è la nuova frontiera delle Gran Turismo con la sigla GTD che entra a far parte del vocabolari. Golf aiuta a cambiare la percezione degli italiani del Diesel, non più il motore solido e lento utile per i lavori faticosi ma un motore brillante e sportivo dai consumi contenuti. La consacrazione sarà con il Diesel da 150 CV che debutterà sulla quarta serie nel 1997.

Anni Duemila: le 5 alimentazioni della Golf VII

Il nuovo millennio si apre con l’incertezza e con paure presunte o reali. Sono gli anni in cui cambia tutto, come cambia la vita del genere umano. Sono gli anni della tecnologia, di Internet e dei personal computer. Tutto corre a velocità sconosciuta in passato. C’è un bisogno di sicurezza sempre più diffuso, anche nelle auto. Nel 2004 diventa obbligatorio per legge l’ABS: sulla Golf era di serie dal 1996 (l’ESP nel 1999) e nel 2011 si aggiunge il controllo elettronico della stabilità. Golf continua ad essere il riferimento nel campo della sicurezza con il massimo punteggio nelle prove d’urto Euro NCAP. La quinta serie, sul mercato dal 2003, rimane fedele ai suoi valori di equilibrio, sostanza, completezza, affidabilità nonostante la concorrenza si faccia più agguerrita. Con l’arrivo della sesta serie nel 2008, Golf inizia una nuova era e offre tecnologie avanzatissime nel segmento delle vetture medie. Disegnata di nuovo da un italiano, Walter De Silva, ha motori ancora più economici e a basso impatto ambientale, ed è un’auto all’avanguardia che non perde i connotati della famiglia da cui discende. La settima generazione, nata nel 2012 ed eletta per la seconda volta Auto dell’Anno, consente a Golf di superare (a giugno 2013, ndr) il traguardo delle 30 milioni di unità prodotte. Progettata tenendo conto delle aspettative concrete e simboliche di chi la comprerà, è l’unica auto al mondo ad offrire 5 diverse alimentazioni: benzina, Diesel, metano, ibrida Plug-in ed elettrica. Dimostrando, ancora una volta, di voler guardare al futuro e di voler offrire il meglio su misura.

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