La Volkswagen torna in America per affrontare i fantasmi del dieselgate, per la verità ancora molto presenti, in attesa delle sanzioni USA che andranno a gravare sul colosso di Wolfsburg, e lo fa con la Budd-e: una sorta di pulmino elettrico che punta tutto sulle emissioni zero.

Una risposta coraggiosa e dovuta, ma soprattutto una mossa con cui viene presentata per la prima volta la piattaforma sulla quale prenderanno vita tutti i modelli elettrici del Gruppo teutonico. Quindi, per certi versi, un evento epocale a cui prestare la massima attenzione.

Infatti, il pulmino in questione, non solo richiama nel nome il pulmino icona dei serfisti e della generazione degli hippie, ma ne propone una variante moderna ed altamente ecologica, che anticipa il lancio di 20 modelli ad impatto zero e ibridi plug-in entro il 2020.

Il Budd-e monta due motori, uno per asse, è a trazione integrale, ed eroga una potenza complessiva di 235 kW, ma l’aspetto più interessante è che, grazie ad una batteria da ben 101 kWh, l’autonomia dichiarata è di 533 km nel ciclo Nedc, mentre la velocità massima è di 150 km/h. Per ricaricare il pulmino del futuro all’80% occorrono solamente 30 minuti e questo la dice lunga sulle sue potenzialità.

Esteticamente, l’auto riprende il design proposto sulle ultime Volkswagen, quindi è piuttosto squadrato, mentre il frontale è dominato dalla grande calandra che si combina con gruppi ottici sottili e luci a LED diurne molto estese.

La fiancata gioca molto sull’effetto del tetto sospeso per via del montante anteriore nero annegato nelle superfici vetrate. La capote inoltre, è di colore diverso rispetto al corpo vettura, e la vista posteriore è caratterizzata da superfici luminose che abbracciano la parte superiore del portellone, i montanti, e giungono fino ai gruppi ottici.

Interessante, infine, l’assenza di maniglie e specchi retrovisori su questa Volkswagen, per un’aerodinamica decisamente curata. Esagerati i cerchi d’alluminio con diametro da 21 pollici.