Un Sebastian Vettel così arrabbiato non lo aveva mai visto nessuno. L’esplosione della gomma posteriore destra della sua Ferrari a un giro e mezzo dalla fine del GP del Belgio, il tedesco ha attaccato duramente la Pirelli. Non tanto perchè ha perso il podio, che probabilmente Grosjean gli avrebbe soffiato lo stesso, ma per la sua incolumità fisica messa a rischio.

Uscire alla curva del Raidillion, una delle più pericolose di Spa-Francorchamps, evitando un pauroso incidente, lo ha spaventato e non poco: “È inaccettabile. Se fosse successo 200 metri prima, non sarei qui” ha commentato a caldo. Vettel si riferisce alla compressione dell’Eau Rouge che lo avrebbe scaraventato sulle piante a 300 km/h: “Mi turba quel podio meritato e fallito, ma prima di tutto mi sconvolge ciò che vi ho appena detto. Che cosa deve accadere di più? Il tema delle gomme è tornato centrale, ma non se ne parla. Qual è la spiegazione data all’episodio di Rosberg? La solita: una foratura, un detrito, o forse il pilota che è andato largo. Cavolate! Nico non è uscito di pista e nemmeno io l’ho fatto. Né io né lui abbiamo avuto segnali di quanto stava per capitare: così è pericoloso”.

Insomma, una stoccata non indifferente a Pirelli che peraltro aveva consigliato due o tre soste a Spa, prevedendo stint brevi, intorno ai 14 giri. Vettel si è prima dimenticato di presentarsi al consueto controllo del peso salvo rimediare in extremis poi ha bellamente saltato l’incontro con la stampa ufficialmente per evitare il maltempo, in realtà perché molto scosso dall’incidente (“Era scioccato” ha spiegato la sua addetta stampa Britta Roeske). Più caute le dichiarazioni di Vettel apparse sul sito della Ferrari: “Meritavamo di finire sul podio, ma le corse sono così. Una cosa diversa però è non finire una gara per quello che è successo. È difficile per un pilota accettare una situazione come questa, anche se non certamente negativa come a Silverstone qualche anno fa, ma dovremo sicuramente parlarci per capire cosa sia successo e perché così all’improvviso. Al momento non c’è una spiegazione per quanto accaduto: non è stata una foratura, la gomma è esplosa”.

Insomma la Ferrari non corregge il tiro pur precisando che le prime verifiche escludono il flop da usura attendendo la conferma che le altre tre gomme fossero logore solo al 50%. Arrivabene evita polemiche ma sottolinea: “Avevamo i dati sotto controllo, la strategia era stata decisa prima, non siamo così pazzi o stupidi da rischiare la vita di un pilota: non accadrà mai - ha detto il team principal della rossa Maurizio Arrivabene -. Quanti giri avremmo potuto fare? È scritto qui, su un foglietto; ma non parlo prima della relazione dei tecnici. Le nostre scelte strategiche si basano su dati precisi: c’è un ingegnere dedicato alle gomme, non sta lì a masticare il chewing gum ed è pagato per fornirmi informazioni perfette. Chi pensa che abbiamo esagerato, stia zitto”. Un sottile (ma non troppo) messaggio a Pirelli e a Mercedes, che ha sostenuto la versione del fornitore unico.