Non ha certo perso tempo Sebastian Vettel e, una volta archiviato il Campionato Mondiale di F1 targato 2014, è subito sceso dalla sua Red Bull che tante gioie gli ha procurato aiutandolo a vincere ben quattro titoli iridati di fila e si è presentato al box Ferrari di Abu Dhabi, dove fino a pochi giorni prima era in corso il GP omonimo. Obiettivo immediato: testare senza ulteriori indugi la Ferrari, ça va sans dire. Solo che Vettel e il team Ferrari non avevano fatto i conti con il dictat da parte del team team manager del comparto tecnico della Casa anglo-austriaca Adrian Newey.

Fino a due settimane fa tutto sembrava chiaro. Poi Adrian Newey si è messo di traverso” ha dichiarato senza mezzi termini Vettel alla testata tedesca AutoMotorSport. “È una cosa che non posso più cambiare – prosegue il pilota quattro volte campione del mondo -. All’inizio ero contrariato perché mi aspettavo qualcosa di diverso. Ma qualcuno probabilmente è andato nel panico temendo che potessi rivelare dei segreti“. Gli ha risposto idealmente il General Manager Helmut Marko che su MotorBild ha sottolineato in maniera sprezzante la violazione da parte di Vettel del contratto che lo lega a Red Bull fino al 5 dicembre 2014: “Da un punto di vista legale, non va bene. Ma non me ne potrebbe importare di meno“.

Ci ha pensato al solito Chris Horner a gettare acqua sul fuoco dichiarando sul canale della tv tedesca ServusTV: “Ci sono informazioni sul futuro sviluppo della monoposto che normalmente possono essere nella disponibilità di un pilota. La F.1 è un business competitivo in cui i piloti potrebbero trasferire alcune informazioni a un’altra squadra. Ma Sebastian è molto professionale, quindi non credo che ci abbia fatto troppe domande sulla nuova monoposto“.