Dopo 4 mondiali vinti centrando un filotto impressionante e una stagione deludente in cui ha nettamente perso il confronto con l’arrembante compagno di team, quel Ricciardo che aveva una voglia matta di mettersi in luce, Vettel approda alla Ferrari ma smorza subito i toni ed evita pericolosi proclami di vittoria.

“Non possiamo pensare di competere alla pari con la Mercedes il prossimo anno – afferma il pilota tedesco – sono consapevole di trovarmi di fronte ad una sfida che richiede un po’ di tempo, visto l’enorme vantaggio di competitività delle frecce d’argento”.

Parole che fanno male agli appassionati ed evidenziano lo stato attuale della Ferrari, decisamente in difficoltà nonostante il nuovo regolamento e l’avvento dei motori turbo. Frasi che sottolineano un pragmatismo teutonico ed una personalità dedita al lavoro, quello di cui ha bisogno il team del Cavallino Rampante in questo momento.

“Il mio obiettivo – spiega Vettel a Die Velt – è di dimostrare che sia io sia la Ferrari abbiamo fatto la scelta giusta. Ci vorrà del tempo per tornare al top e non me la sento di alimentare le attese dei tifosi. Dovremo lavorare tanto”. Dunque, la seconda era tedesca in Ferrari si apre nel segno dell’umiltà e della discrezione, e visto quanto è successo negli ultimi anni, potrebbe essere il giusto viatico per lavorare con relativa tranquillità.

La speranza è che Vettel sia un collaudatore sopraffino come lo è stato l’altro driver teutonico, quel Michael Schumacher che ha reso la Ferrari vincente dopo anni di oblio.

“La Ferrari è una macchina che vive, con un’anima, qualcosa di veramente speciale. Enzo Ferrari, l’intero percorso della Scuderia in F1 mi regala una sensazione unica. Da ragazzino Michael Schumacher è stato il mio idolo e me lo ricordo sempre al volante della Ferrari. Arrivare in questa strada è stata una tentazione irresistibile: l’obiettivo ora è di aiutare la Ferrari in questo periodo di transizione per farla tornare nelle posizioni che merita. Io darò tutto quello che ho per riuscirci”.