Il fatto che Alonso abbia vinto a Silverstone non vuol dire soltanto che la Ferrari sia riuscita a migliorare la monoposto del primo pilota, ma anche che i diretti avversari, i Red Bull, hanno commesso degli errori.

Qualche sbaglio di troppo che fa pensare ad una crisi dei piloti.

Max Webber, invitato ripetutamente dalla scuderia a rallentare, perché in ottica mondiale un piazzamento di Vettel era più utile, ha inasprito i rapporti tra Max e la Red Bull.

A gettare benzina sul fuoco, è intervenuto Vettel, dispiaciuto per quel bullone galeotto che ha consentito il sorpasso di Alonso ai box.

Ma Vettel non è in crisi, ha stemperato l’attrito con il team ed è disposto a tornare in pista più aggressivo che mai. In fondo non ha proprio “niente” di cui preoccuparsi (altro articolo), perché il mondiale sembra matematicamente nelle sue tasche.

Di fatto c’è che lui non è abituato a rincorrere gli avversari. La tecnica è quella di guadagnare la pole, scattare subito, guadagnare un buon vantaggio e poi fare una corsa tranquilla.

È vero, la rimonta di Alonso l’anno scorso è iniziata in Germania, ma Vettel, finora, ha racimolato il 90,66 per cento dei punti disponibili.

L’ultimo errore commesso da Red Bull, poi, non mette certo in discussione la sua bravura come pilota.