Quando si dice che manca solo la conferma della matematica, è un modo tutto sommato educato per non ammettere che ormai tutto è perduto. Il quarto titolo mondiale consecutivo è alle porte e con la vittoria al GP di Giappone di Vettel, la nona stagionale, la quinta consecutiva, la trentaquattresima in carriera di matematica ne serve davvero poca, solo 10 punti sui 100 ancora disponibili nelle rimanenti quattro gare da disputare. Sono infatti 90 quelli di vantaggio sull’inseguitore Alonso, ieri solo quarto lontanissimo dai primi e sempre più rassegnato.

Ormai vince sempre e solo il pilota tedesco capace di adattarsi a qualsiasi circuito e che ha costruito con la Red Bull un binomio davvero impossibile da battere. Per smentire gli scettici, che pensano sia capace solo di andare in testa e di restarci, ha vinto in maniera diversa dal solito, lottando e sorpassando recuperando dopo una partenza non proprio perfetta. Rimediando anche ad una toccata con Hamilton alla prima curva e ad una uscita sull’erba che avrebbe potuto causare danni maggiori.

A Suzuka ci ha provato in qualche modo a disturbarlo Romain Grosjean che ha condotto la corsa per quasi tutta la durata ma che ha dovuto arrendersi ad una decina di giri dalla fine. Alla fine un terzo posto premia il francese al secondo podio consecutivo. Ci ha provato anche il compagno i squadra Mark Webber, partito dalla pole, ma la differente strategia (su tre soste contro le due scelte dal tedesco) non è stata quella giusta. Il vero risultato è stato che le due Red Bull sono arrivate prime e seconda; non importa quale tattica venga adottata, il mondiale lo comanda il team anglo-austriaco. Resta il dubbio, a questo punto, se a parità di strategia cosa avrebbe potuto fare l’australiano, ma forse i calcoli sono stati fatti apposti per togliere un concorrente fastidioso a Vettel. Da rilevare che anche questa volta sono tre i motori Renault sul podio.

La Ferrari proprio non è stata, mai in corsa e l’unica nota positiva è quella di aver mantenuto il secondo posto nella classifica costruttori grazie ai guai avuti dalla Mercedes che ha portato solo una macchina al traguardo. I 45 secondi di ritardo accumulati sono davvero tanti, quasi un secondo a giro, tanto da relegare la squadra al ruolo di terza forza del campionato. Adesso se la deve vedere oltre che con le Lotus anche con Mercedes e Sauber la sorpresa di questo finale di campionato.
A completare la giornata le polemiche con Massa che non ha voluto cedere la posizione allo spagnolo, poi sorpassato lo stesso con una bella manovra. In fondo cosa ci si deve aspettare da un pilota che non è stato confermato e che sta cercando di rimanere in qualche modo in formula 1?
Il brasiliano, 10° alla fine, è stato anche protagonista di un Drive Trough per velocità eccessiva ai box. Almeno lì è andato forte.
Se può valere qualcosa con i 12 punti presi Alonso diventa il pilota che ha conquistato il maggior numero di punti in F1 con 1571 contro i 1566 di Schumacher. Ma queste statistiche lasciano il tempo che trovano anche perché si tratta di epoche e di sistemi di punteggio differenti.

Tra i protagonisti ancora una volta Hulkenberg in grande evidenza nei confronti ravvicinati con Alonso e Raikkonen. Speriamo che trovi un volante per il prossimo anno e le voci che lo danno in Lotus dovrebbero concretizzarsi al più presto. Da segnalare anche la bella prova di Gutierrez che prende i suoi primi punti in carriera; è il primo debuttante della stagione a riuscirci.
L’appuntamento con il quarto mondiale di fila passa per l’India. Nelle due passate edizioni ha vinto Vettel. Aspettiamoci il classico “non c’è il due senza il tre”.