I dati su vendite e immatricolazioni di auto nuove legate ai primi mesi del 2016 parlano chiaro: il Gruppo Volkswagen paga caro lo scandalo dieselgate che l’ha travolto l’anno scorso e perde quote di mercato importanti, mentre è FCA a fare la voce grossa con un’impennata notevole, frutto anche del traino del marchio Jeep.

Numeri che ci si aspettava, quelli di Volkswagen. L’azienda tedesca aveva chiuso il 2015 stabile e in molti avevano creduto che lo scandalo Dieselgate non avesse influito. L’inizio di 2016, però, ha fatto ricredere: il Marchio tedesco paga dazio e vede la sua quota di mercato in Europa calare. Ben inteso, rimane ancora il marchio dominante, ma è un dato di fatto che, per la casa teutonica, quello del 2016 è stato l’inizio di anno più difficile da cinque anni a questa parte.

I dati diffusi sono quelli della Acea, l’associazione dei costruttori europei: il mercato europeo dell’auto cresce anche nel mese di marzo e fin qui nessuna sostanziale novità, visto che il settore è in netta ripresa dopo anni di catastrofi. Ma, rispetto ai primi due mesi dell’anno, i dati si abbassano: 1.744.986 immatricolazioni, il 5,7% in più dello stesso mese 2015. Nei primi tre mesi l’incremento era stato dell’8,1%.

La voce grossa è quella di Fca, che cresce del 13,3% con il machio Jeep, brand che a marzo ha venduto qualcosa come 110mila auto. Di conseguenza, come normale che sia, sale anche la quota di mercato, ora al 6,3% (5,9% nel 2015). Nel totale del primo trimestre la crescita di Fca è del 16,3%.

La quota di mercato di Volkswagen, invece, scende al 23,4%, contro il 24,4% del periodo intercorso tra gennaio e marzo 2015. Il peggior avvio di stagione dal 2011 e il -1% in soli tre mesi è un dato che deve far riflettere. Altro dato in controtendenza: il Gruppo Volkswagen, a marzo, ha registrato un +2,3% di vendite, mentre il singolo marchio Vw è calato dell’1,6%. Chi ha approfittato oltremodo di questa situazione difficile dell’azienda di Wolfsburg è Bmw, cresciuta del 15% a marzo, così come Mercedes (+11%).