Analizzando i tragici dati di vendita del mercato italiano relativi a gennaio 2013 (-17,6% sullo stesso mese di un anno prima), vediamo che tra i grandi marchi (nel senso di quote di mercato, non di prestigio) quasi non se ne salva uno. Non sono risparmiati nemmeno i costruttori che negli altri mercati hanno ottenuto record di vendite. Il problema è dunque l’Italia (ma il resto dell’Europa non se la passa molto meglio). In una situazione del genere, il risultato è positivo quando si perde meno dell’anno precedente. Fiat può “festeggiare”, perché ha perso “solo” il 9% contro il 18% dell’intero 2012; però Lancia/Chrysler segna -29%, Alfa Romeo -36%. Volkswagen, che macina utili, assume personale e guadagna quote in tutto il mondo, qui ha perso il 22%; il suo marchio premium Audi è invece leggermente migliorato (-13% contro -15%). Ford, che pure sta profondamente rinnovando la propria gamma ed è al secondo posto in Europa, da noi ha registrato un -44%, aspettando gli effetti della nuova Fiesta, nei concessionari da pochi giorni (“Tough market”, mercato durissimo, lo ha definito il presidente Alan Mulally). Toyota, tornata primo costruttore mondiale, ha perso quasi il 19%. Peugeot è calata del 26%; non sta molto meglio la sorella Citroen, -19%. Mercedes è a -8,5%, Bmw a -10%. Chevrolet ha perso il 29%, Dacia il 40%, Mini il 28%, Volvo il 22%, Seat il 15%, Skoda il 21%, Hyundai il 12%. Renault è in linea di galleggiamento a -3%. Opel è rimasta stabile, +0,8%.

L’unico vero risultato positivo, tra chi ha immatricolato almeno mille vetture, è stato ottenuto dalla Kia (nella foto la nuova Sorento), che prosegue quindi nel suo periodo favorevole: a gennaio è salita del 30% rispetto allo stesso mese del 2012. Il marchio coreano ha chiuso lo scorso anno con una crescita del 39%.

LA SITUAZIONE ATTUALE DEL MERCATO

Gennaio nero, tasse letali

Lancia Ypsilon guida la corsa del Gpl

Aumento benzina: l’effetto Laffer che non ti aspetti, calano i consumi

Il gas metano entra nel paniere Istat