Non poteva certo risolversi in un mese la crisi economica. Potremo considerarci fortunati se basterà un anno, e non è per niente certo. Di conseguenza anche i dati di vendita del mercato automobilistico italiano per gennaio 2013 sono molto negativi. Secondo le elaborazioni compiute dall’Unrae (associazione delle marche estere in Italia) su dati del ministero dei Trasporti, le immatricolazioni (114.255) sono calate del 17.64% rispetto allo stesso mese del 2012. Ma a gennaio 2012 il calo fu simile: 16,6%.

Se non interviene qualche fatto nuovo, l’Italia si avvierà a diventare automobilisticamente irrilevante. E il fatto nuovo può solo essere un calo delle tasse. Non è un caso se, dopo l’ultima manovra governativa vampiresca sulle accise dei carburanti, le auto a benzina vendute siano calate del 28% e i diesel del 21%; invece le vetture alimentate a Gpl hanno visto un aumento nelle vendite dell’87%, e quelle a metano sono salite del 30%. Anche le auto ibride sono aumentate: 131%, crescita potenziale elevatissima, sebbene i numeri attuali siano minimi (964 immatricolazioni, dominate da Toyota, contro le oltre 59mila dei diesel). Invece le auto completamente elettriche sono quasi sparite: da 57 immatricolazioni del gennaio 2012 a 33 del mese scorso. Ovvio: nonostante i notevoli sforzi delle case, una vettura elettrica continua a soffrire dei soliti problemi: troppo costosa, troppo pesante, ha poca autonomia, è troppo lenta e scomoda da ricaricare; insomma, non è conveniente per chi la compra, con buona pace degli ambientalisti.

LA SITUAZIONE ATTUALE DEL MERCATO

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