Il 2013 della MotoGP (CLICCA QUI PER RIVIVERLO) ha evidenziato un dato importante: dopo la buia parentesi con la Ducati, Valentino Rossi non riesce più a vincere come faceva tre anni fa. L’acuto di Assen è stato un lampo isolato nella difficile stagione del Dottore che difficilmente tornerà quel chirurgo di un tempo. I demeriti del nove volte campione del mondo sono pochi: perché se il modo di guidare è rimasto pressochè lo stesso all’appello mancano quei pochissimi ma determinanti decimi riconducibili all’età che avanza e alla perdita del manico che aveva qualche anno fa. Probabile che sulle sue performance influiscono, seppur inconsciamente, due incidenti del recente passato: la frattura di tibia e perone al Mugello nel 2010 e quello di Sepang del 2011 che ha portato alla drammatica morte di Simoncelli.

La sforunata parentesi con Borgo Panigale lo ha indotto a cercare un’altra sfida ma ora sulla sua strada ci sono tre piloti più giovani (è risaputo quanto conti la forma fisica in questo sport) che hanno raggiunto livelli straordinari e sono cresciuti tantissimo: Lorenzo è il classico esempio di come l’allievo abbia superato il maestro, Marquez ha sfoggiato doti impressionati vincendo il Mondiale al primo colpo e Pedrosa, seppur eterno e sfortunato secondo, ha dimostrato ancora una volta tutte le sue qualità. Rossi ha corso da quarto per tutto il 2013 e non ha mai battuto Lorenzo se non con il maiorchino dolorante. Un dato che ne evidenzia altri due: con Jorge in forma non c’è confronto e senza Jorge la Yamaha ha messo a disposizione di Rossi una moto super. Il secondo è un dubbio sollevato da parecchi.

Comunque stiano le cose, il 2014 sarà l’anno clou: l’ultima spiaggia per evitare di intraprendere il viale del tramonto. Senza Jeremy Burgess, silurato senza troppi fronzoli, il futuro di VR46 è del nuovo capomeccanico Silvano Galbusera: “Avevo bisogno di qualcosa di diverso e il mio futuro dipenderà dai risultati che otterrò” disse il Dottore. Senza risultati l’addio alla MotoGP a fine 2014 è pressochè una certezza. Rossi è stato per anni un dominatore assoluto in pista e fuori. Ora sembra aver passato le consegne a Marquez (QUI LO STORICO SORPASSO SIMBOLO A LAGUNA SECA): un rookie semplice, sorridente e con una buona dote comunicativa che ricordano proprio il pesarese. Comunque vada la prossima stagione il pilota di Tavullia ha già fatto la storia e merita – in ogni caso – un grande plauso e un certo rispetto. Certo, ritirarsi da vincente sarebbe stato di gran lunga meglio. Ma questa è tutta un’altra storia. Che – seppur difficile – può ancora essere scritta.